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Sul lato della chiesa di San Michele la scultura gigante di Mr Arbitrium foto

Tanta la curiosità di residenti e turisti nella mattinata di oggi (24 novembre) al momento dell’installazione

È arrivata anche a Lucca, dopo la sua esposizione pietrasantina, Mr Arbitrium, la statua dello scultore Emanuele Giannelli.

Mr Arbitrium piazza San Michele

Tanta la curiosità di residenti e turisti nella mattinata di oggi (24 novembre) al momento dell’installazione su un lato della chiesa di San Michele, all’altezza del campanile.

Mr. Arbitrium resterà esposta per due mesi in una delle principali location della città. Mr Arbitrium è una scultura di 5,4 metri studiata dall’artista proprio per appoggiarla alla facciata esterna di una chiesa o di un palazzo storico. Raffigura una figura maschile che spinge o sorregge l’architettura stessa.
La scultura è pensata con tutta la muscolatura in tensione, intenta a sorreggere la struttura o a spingerla via in maniera decisa: giocare su tale ambivalenza è l’intento del lavoro dell’artista e nel duplice significato di questa azione si cela il concetto che sta alla base dell’opera.

In un momento storico di grandi cambiamenti e di ritmi sempre più accelerati – spiega l’artista – come quello che stiamo attraversando, inevitabilmente ci viene chiesto di scegliere: spazzare via la chiesa o l’edificio storico, simbolo delle istituzioni, della nostra storia e della nostra cultura, o invece sostenere e difendere la chiesa, la nostra storia millenaria, i simboli della cultura dell’Occidente? La scienza ogni giorno ormai da tempo ci parla di robotica, neurotecnologie, cellule staminali, clonazione, società digitali controllate eccetera. D’altra parte, da sempre l’uomo condivide incertezze, paure, entusiasmi e progressi. Come si interfaccerà rispetto a tali sfide? Ognuno di noi sarà chiamato a decidere quale dei due diversi sentieri – “spingere” o” sostenere” – intraprendere. Nel dubbio su quale direzione, filosofica e culturale, prendere, ognuno di noi metterà in campo il proprio “io”, agendo secondo le proprie capacità e la propria coscienza”.

“È qui che nasce l’idea – conclude nella presentazione – che il soggetto protagonista non sia più la scultura, ma noi stessi, l’umanità tutta. Tanti “io” portati a prendere quelle decisioni, tante interpretazioni simili o distanti tra loro, nella speranza di evitare fraintendimenti, malintesi o errori di valutazione. Il futuro e l’uomo passeranno da qui, almeno nella visione dell’artista”.

L’installazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Lucca, dell’arcidiocesi di Lucca e della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara.

“Abbiamo accolto con entusiasmo questa proposta artistico-culturale – spiegano il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessore all’arredo e decoro urbano Gabriele Bove – perché oltre a realizzare un effetto scenografico d’eccezione per l’intera piazza San Michele, abbiamo ritenuto anche di particolare interesse la ricerca concettuale che essa realizza, ponendo ogni fruitore dell’opera di fronte allo stesso dilemma che ha animato l’autore nel realizzarla, e cioè se merita sorreggere e quindi tutelare le nostre tradizioni e la nostra cultura, o se, invece, sia preferibile spingerle via lasciando spazio solo alla modernità. Una questione di grande interesse, soprattutto in un’epoca in cui il cambiamento, grazie alle innovazioni tecnologiche, avviene ormai a ritmi serrati e per certi versi disumani”.

L’installazione arriva proprio nel giorno in cui procede sempre più celermente l’installazione delle luci di Natale, quest’anno finanziate dal Comune e quella della pista di pattinaggio e della fiera in piazza Napoleone.

Come è stata realizzata l’opera Mr Arbitrium Il primo step è stato la realizzazione di un bozzetto in creta, per mano dello scultore. Successivamente è stata fatta una scansione e il file inviato al carrista Luigi Bonetti, per la lavorazione del polistirolo per mezzo del robot. La scultura al suo interno è armata in ferro e fissata alle basi su una struttura. Il robot arriva fino ad un 90% di precisione e ha richiesto dunque un ulteriore intervento per mano dell’artista, per ridefinire molti dettagli, in particolare del volto, delle mani e dei piedi. L’ultimo step è stata la resinatura e la patinatura, che hanno conferito la colorazione finale desiderata, in questo caso bianca.

Chi è l’artista Emanuele Giannelli è uno scultore contemporaneo nato a Roma nel 1962. Poco prima dei vent’anni si trasferisce a Carrara, capitale del marmo, e nel 1984 si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti con il massimo dei voti. È in quegli anni che si avvia il progressivo distacco dalle correnti classiche, parallelamente a un sempre più stimolante avvicinamento alla scultura contemporanea, complici la cultura industriale da cui viene sempre più assorbito: la musica industriale ed elettronica, i libri, gli amici, i dischi, i fumetti, il punk come movimento giovanile di protesta, il movimento studentesco e gli scontri politici di fine anni ’70, che vede e vive da vicino, i tanti viaggi d’ispirazione tra Berlino e New York e il periodo vissuto a Londra nell’85. L’artista cresce così, sperimentando nuovi materiali e nuove tecniche con impetuosa curiosità e coscienza, ma anche sperimentando il mondo, fino a trovare una sua narrazione, che quasi come un’ossessione ritorna in tutte le sue opere e che vediamo ancora oggi: la figura umana in preda al caos della contemporaneità e alla trasformazione. Infine approda a Pietrasanta, terra di grandi scultori. Nei suoi quarant’anni di ricerca ha realizzato moltissime mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero. Artista di respiro internazionale, sapientemente provocatore, Giannelli costruisce le sue opere sull’equilibrio perfetto tra arte figurativa e arte concettuale. Racchiude dentro di sé la classicità della capitale e la geniale provocazione toscana, intesa da lui come una caratteristica positiva, in quanto capace di “provocare emozioni”.

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