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Falsità e violenza online, ecco come riconoscere ed evitare le fake news

Il consiglio è di non condividere, non divulgare, non comunicare niente di cui non si è certi o non si è verificato l'autenticità e la credibilità

I termini della Rete sono molti, non tutti indicano cose positive. Questa volta ci concentreremo su quelli legati alla violenze in rete e al fenomeno pernicioso che cade sotto il nome di fake-news (ai miei tempi si chiamavano “balle”, “fregnacce”, “menzogne”).

Inizieremo proprio da un approfondimento delle…

Fake-News

Si traduce letteralmente, è evidente, con “notizie false”. In realtà, si tratta di una traduzione non perfettamente fedele al concetto.

Le Fake-News possono essere notizie totalmente false, ma più spesso sono false solo in parte: partendo da un assunto vero, si sviluppa la notizia verso derive totalmente inventate. Lo stesso approccio si usa con le notizie totalmente false: l’assunto è verosimile.

Il fattore comune è l’assenza totale di dati e di riscontri reali a supporto delle notizie date. Al massimo si trovano grafici e dati artefatti o modificati alla bisogna e senza nessuna verifica delle fonti.

Il successo delle Fake-News

Il successo di questo fenomeno è dato dal fatto che queste “notizie” ci dicono quello che ci piacerebbe sentire. Parlano alla nostra pancia, ai nostri istinti più conservativi, alla nostra paura del cambiamento.

Inoltre, credere alle Fake-News è “facile”: ci propongono una realtà in bianco e nero, che annulla la complessità, che annulla la necessità di ragionare, di unire i puntini, di approfondire i concetti.

Nell’epoca della velocità e della superficialità imposte dai social (e dalla nostra prigra voglia di evasione), credere alle Fake-News è una scorciatoia che ci dispensa dall’impegno e dalla fatica.

Conseguenze delle Fake-News

Una volta andavano di moda le “leggende metropolitane”. Erano storie assurde, ma che partivano da notizie vere, poi ingigantite.

Un esempio per tutti: i coccodrilli che infestavano le fogne di New York.

Come ben descritto nell’articolo, non esistono e non possono esistere colonie di alligatori nelle fogne di New York, ma alla credulità popolare basta la notizia di un rettile trovato nelle vicinanze )o la fantasia di un tizio che scrive di aver organizzato una spedizione nelle fogne), per creare una realtà parallela e plausibile.

Le leggende metropolitane hanno in comune con le Fake-News la totale mancanza di riferimenti oggettivi, di dati consultabili, di fonti autorevoli.

A differenza delle Fake-News, però, le leggende metropolitane non raramente hanno creato preoccupanti fenomeni sociali. Forse perché non c’erano i social network a far loro da cassa di risonanza.

Il problema è che, quando scegliamo di fidarci di un fonte non autorevole e di condividerne i contenuti, diventiamo noi stessi fonte di Fake-News presso le persone che si fidano di noi e che, acriticamente, credono e diffondono a loro volta quei contenuti.

Via quindi a campagne di odio, di paura, di violenza che, a volte, vanno al di là delle intenzioni di chi le ha attivate.

Oggi crediamo a dittature sanitarie, a universi fatti di pianeti piatti, a voti elettorali taroccati grazie a matite cancellabili, a scie chimiche e a micro chip sottopelle, a vaccini sperimentali creati da feti umani…

Ci crediamo senza uno straccio di prova, senza un dato oggettivo, senza un’inchiesta autorevole.

Il perché delle Fake-News

Crediamo alle Fake-News perché è semplice e deresponsabilizzante: l’inquinamento, la crisi economica, l’immigrazione, la delinquenza, la nostra distrazione o mancanza di memoria, le nostre malattie? Le ragioni non stanno nei nostri stili di vita, nelle scelte che facciamo, nei comportamenti che adottiamo… La colpa è di fantomatici poteri forti che hanno, come unica ragione di esistenza, il nostro annientamento.

I motivi per cui vogliono annientarci? I più vari, assurdi e fantasiosi, ma non importa. L’importante è aver raggiunto il nostro cervello rettile, quello che reagisce al terrore.

Ma perché? Perché qualcuno mette in circolo una tale messe di assurdità, spesso impiegando notevoli quantità di risorse, anche economiche?

Credo che lo scopo sia il controllo, la conquista del potere attraverso il disordine, attraverso la paura, attraverso la rinuncia a ragionare, ad approfondire.

Il fenomeno esiste da sempre, ma è stato fortemente amplificato dalla diffusione dei social network, con l’imperversare di troll, e alla facilità di monetizzazione data dal clickbait.

Di Troll e di Clickbait, parleremo la prossima volta.

Riconoscere ed evitare le Fake-News

Come già detto, le Fake-News si riconoscono:

  • dalla scarsità o totale assenza di fonti verificabili;
  • dalla scarsa autorevolezza degli individui o delle testate che le diffondono;
  • dalla scarsità o totale assenza di dati verificabili;
  • dalla differenza di senso e significato tra titolo e contenuto dell’articolo.

Quindi, leggete sempre tutto il contenuto, non fermatevi solo al titolo.

Controllate la testata o il sito da cui attingete la notizia, accertatevi che non siano contenitori creati ad hoc solo per diffondere falsità.

Verificate ogni dato e tutte le fonti. Se non ne trovate, sentitevi autorizzati a non credere a una parola. Ove possibile il contatto con l’autore, chiedere fonti e dati certi.

Non condividete, non divulgate, non comunicate niente di cui non siete certi, niente di cui non abbiate verificato l’autenticità e la credibilità.

Hasta luego

Francesco Palmieri
Consulente SEO e Content Strategist
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