Gabriele: “Stop cedolare secca un danno per il commercio”

Il presidente Fimaa: "Le ripercussioni non ci saranno solo per il settore immobiliare"

Dalla manovra economica salta la proroga per la cedolare secca al 21% sugli affitti commerciali. L’aliquota agevolata, introdotta dalla legge di bilancio 2019 per i contratti di locazione commerciale stipulati nell’anno in corso, era stata confermata anche per il 2020. Ma negli ultimi giorni, in commissione bilancio del Senato, sono stati bocciati gli emendamenti sul tema.

“Lo stop sulla proroga per il 2020 della cedolare secca del 21% per gli affitti commerciali è un’occasione persa che danneggia non solo il settore immobiliare ma anche il commercio” commenta Alessandro Gabriele, presidente Fimaa Confcommercio province di Lucca e Massa Carrara.

“A causa dello strapotere di internet e delle multinazionali che fanno affari in Italia, ma pagano le tasse nei paradisi fiscali all’estero, i negozi stanno vivendo una crisi senza precedenti – continua il presidente Gabriele -. Anziché disincentivare la concorrenza sleale, con questa mancata proroga si incentiva la chiusura dei negozi tradizionali, non solo a danno del comparto immobiliare ma anche del commercio al dettaglio e della sicurezza delle nostre città, che vedono sempre più vetrine spegnersi e saracinesche chiudere definitivamente”.

“La proroga dell’aliquota ridotta avrebbe favorito la locazione degli immobili commerciali sfitti, rivitalizzando il tessuto sociale delle città e disincentivando la desertificazione dei centri storici dei medi e piccoli comuni come i nostri, oltre a portare nuove entrate nelle casse dello Stato. Come Fimaa auspichiamo un repentino cambio di rotta”.

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