Massarosa, il Tar respinge il ricorso sulla delibera di dissesto

Esulta la Lega: "Ennesima brutta figura della sinistra"

Il Tar respinge il ricorso presentato contro il Comune di Massarosa dall’ex sindaco Franco Mungai, dalla minoranza Pd e Sinistra Comune e da alcuni cittadini sulla delibera di dissesto. “Il ricorso è infondato e va respinto”. Queste le parole con cui il Tar Toscana respinge il ricorso.

“Prendiamo ora tutti atto, nostro malgrado, – afferma il sindaco di Massarosa Alberto Coluccini – che il dissesto è la realtà. Spiace che a rimetterci saremo tutti noi cittadini. E dispiace che in questi mesi i ricorrenti hanno messo in dubbio il corretto operato dei revisori dei conti, della dirigente finanziaria e degli uffici comunali: tutti assieme abbiamo cercato in ogni modo di evitare di dover dichiarare il dissesto. Fin dal primo giorno ho lavorato come sindaco di tutti i cittadini per rimediare ad una situazione di dissesto generata fin dal 2014: purtroppo i responsabili di tale disastro lo hanno negato in tutte le sedi, aggravando la situazione di Massarosa. Abbiamo lavorato giorno e notte per evitare quello che oggi anche il Tar ci dice essere inevitabile”.

“Non sono condivisibili – si legge nel testo della sentenza – le argomentazioni contenute nelle motivazioni del ricorso con le quali si contesta la decisione di dichiarare il dissesto del Comune di Massarosa. Dalla relazione del Collegio dei Revisori si desume che l’ente non è riuscito a ripianare il disavanzo ordinario generato dalla gestione a partire dall’anno 2014, situazione che si è protratta sino al novembre 2019, periodo di tempo in cui il Comune ha adottato il provvedimento ora impugnato”.

“Tutti i paremetri per la dichiarazione di dissesto – aggiunge il sindaco – erano presenti. Non c’è stata alcuna volontà politica di arrivare a questa situazione ed oggi lo certifica anche il Tar. Il consiglio comunale era obbligato a dichiarare dissesto, unica strada percorribile per non arrecare maggiore e ulteriore danno ai cittadini”

La sentenza prosegue: “La situazione di crisi protrattasi a partire dal 2014 ha portato l’organo di revisione contabile a ritenere che il ritardo nella dichiarazione di dissesto avrebbe comportato un ulteriore aggravamento della situazione finanziaria e contabile dell’ente. Inoltre il Comune aveva espressamente valutato, e poi escluso, il ricorso alla procedura di cui all’articolo 243 bis del testo unico degli enti locali, accertando che tale procedura non avrebbe consentito il superamento dello squilibrio finanziario”.

“Nell’ambito di detta situazione contabile – prosegue la sezione prima del Tar – è evidente come il consiglio comunale non potesse essere che obbligato a dichiarare il dissesto, senza che sussistesse alcun ambito discrezionale per il reitero di precedenti procedure che pure erano risultate inefficaci”.

“La sentenza emessa dal Tar condanna Pd e Sinistra, che fino ad ora hanno strumentalizzato la pesante situazione economica dell’ente solo per ripulirsi la faccia e nascondere i propri errori”. Lo affermano il consigliere regionale Elisa Montemagni e il commissario provinciale Lega Andrea Recaldin. “Si è sentito di tutto in questi mesi: la colpa era della Lega, il ricorso al tar un manifesto politico contro il nostro partito, esponenti politici regionali che intervenivano senza aver mai letto una carta”.

“La nostra amministrazione è stata messa in dubbio – proseguono – abbiamo ricevuto attacchi infondati sulla volontà politica della Lega di voler dichiarare un “dissesto finanziario inesistente per scopi elettorali” e ora, forse, qualcuno dovrebbe tacere e battersi sul petto, ammettere le proprie responsabilità e chiedere scusa”.

“Il Tar respinge il ricorso, il dissesto purtroppo c’è – concludono Recaldin e Montemagni – Non c’è nulla di politico, che se lo mettano in testa coloro, loro sì, che vogliono usare i loro errori contro la Lega e la maggioranza. Speriamo che, dopo aver per l’ennesima volta perso la faccia, la sinistra di Massarosa la smetta con gli attacchi infondati e la politica becera e si metta a disposizione in modo costruttivo e dia una mano ad uscire da questa situazione da loro creata. Basta discorsi, lavoriamo per la nostra Massarosa”.

Di diverso segno il commento che arriva dalle forze politiche di centrosinistra. “Sapevamo già in partenza – si legge nella nota – che sarebbe stato difficile – perché in quella sede si giudica sulle procedure da un punto di vista formale e non sul merito dei numeri del bilancio. Le sentenze ovviamente si rispettano, anche se ci attendevamo qualcosa di più della semplice presa d’atto dell’esistenza della relazione dei revisori. Anche per questo valuteremo il ricorso al Consiglio di Stato così come del resto lo stesso avvocato Giancarlo Altavilla ci ha suggerito”.

“Era tuttavia giusto e doveroso provarci – prosegue l’intervento – La nostra comunità deve essere fiera di 426 cittadini che si sono messi in fila per rimediare a decisioni in ogni caso scellerate. In nome loro, e di tantissimi altri andiamo avanti, come annunciato.  Ci sono altre sedi giurisdizionali a cui rivolgersi, daremo battaglia in consiglio comunale e saremo fra la gente per difendere i servizi, la storia, l’equità sociale del nostro comune”.

“Confermiamo che i partiti di centrosinistra – conclude la nota – si faranno carico delle spese derivanti dalla sentenza così come di ogni altra futura. Peraltro desta meraviglia che mentre il Tar ha riconosciuto spese per 3mila euro, il Comune ha rinunciato ad utilizzare il suo avvocato interno ed ha impegnato oltre 11mila euro, soldi che pagheranno tutti i cittadini, per prenderne uno all’esterno. Fatti anche questi che saranno doverosamente valutati”.

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