Educazione, in crisi i servizi per i bambini da 0-3 anni. Grido d’allarme degli operatori: “Bisogna ripartire subito”

L'appello di Sandra Lencioni, educatrice e titolare del nido 'Il paese delle meraviglie', referente provinciale del movimento EduChiAmo

Il blocco totale del sistema scolastico sta causando notevoli problemi non soltanto agli studenti e alle loro famiglie ma anche ai tanti lavoratori del mondo della scuola che in questo periodo sono costretti a navigare a vista. In questo contesto, un settore particolarmente danneggiato è quello degli operatori della fascia di età 0-3. In questo ambito, com’è evidente, non è stato possibile implementare in queste settimane attività a distanza come invece hanno fatto gli istituti superiori. Il blocco, quindi, è stato davvero totale ed anche per il futuro le preoccupazioni degli operatori sono tante.

Per questo motivo è stato costituito anche un comitato che nella giornata di ieri (21 maggio) ha organizzato varie manifestazioni in tutta Italia per dare risalto alle difficoltà di questo settore. A fare il punto della situazione è Sandra Lencioni, educatrice e titolare del nido Il paese delle meraviglie, nonché referente provinciale del movimento EduChiAmo. A rischio ci sono centinaia di posti di lavoro, con molte strutture che potrebbero non riaprire.

Com’è la situazione a Lucca?
Al momento siamo ancora in attesa di risposte, il decreto lascia alle regioni la possibilità di ampliare e/o modificare quanto sancito dal governo, perciò ci aspettiamo che questo avvenga quanto prima, siamo già in netto ritardo e le famiglie insieme a noi aspettano che i bambini dello 0-3 posano tornare nei loro nidi. Oltretutto, come ogni anno, saremmo già in piena fase di nuove iscrizioni ed è difficile portarle avanti senza riuscire a dare risposte alle famiglie, supponiamo di poter partire a settembre con gli stessi criteri degli anni precedenti ma se così non fosse? Sentiamo fortemente la responsabilità verso le famiglie che a noi si affidano o vorrebbero affidarsi. Quanti bambini potremo accogliere? Ci saranno criteri di selezione per accedere al servizio? Potremo offrire gli stessi moduli di frequenza? Una cosa è certa: per la fascia 0-3 è impensabile parlare di educazione a distanza. Certo, stiamo tenendo saldo il filo della relazione con le nostre famiglie ma i bambini hanno bisogno di star con i bambini, hanno bisogno di far esperienza vera delle persone e delle cose, non attraverso uno schermo.

Qual è il senso della manifestazione che avete organizzato?
La manifestazione, organizzata coralmente a livello nazionale, promossa dal comitato EduChiAmo insieme a tutte le rappresentanze del territorio italiano, parte dal volere togliere questo mantello dell’invisibilità che lo stato ha steso su di noi. Vogliamo che si prenda coscienza che allo stato attuale non ci sono i presupposti affinché le nostre strutture possano riuscire a sostenere altri mesi di chiusura senza aiuti concreti, si parla di costi incomprimibili che andranno ad aumentare senza più il sostegno della cassa integrazione che terminerà ad inizio giugno. Quindi chiediamo che la cassa integrazione per i dipendenti dei servizi educativi costretti ancora a stare chiusi prosegua per i mesi a venire, sino alla riapertura.

Chiediamo protocolli di sicurezza chiari e definiti da poter attuare ma che ovviamente non possono snaturare l’essenza stessa del nido e che siano sostenibili dal punto di vista economico. I nostri servizi partono già da questi presupposti e siamo pronte come titolari, insieme ai nostri team, ad offrire alle famiglie e ai bambini luoghi che sapranno rispondere alle linee guida e protocolli. Chiediamo aiuti concreti, non più parole che si perdono tra un copia e incolla di decreto in decreto e chiediamo che questi vengano erogati a tutti i servizi educativi autorizzati dai Comuni, a prescindere che siano accreditati o convenzionati, perché tutti facenti parte di quella rete indispensabile per rispondere alle esigenze delle famiglie.

Ripartirete? Se sì, quando?
Sembra a settembre anche se in realtà speriamo ci siano ancora delle possibilità per lo 0-3 nel periodo da giugno in poi. È assolutamente necessario ripartire già da ora, tutto si sta muovendo, tutti sono tornati alle loro vite, i genitori dei bambini ai loro lavori, i fratelli più grandi avranno i centri estivi. Noi dei servizi educativi ed i nostri bambini siamo rimasti fermi al palo .

Con quali difficoltà?
La difficoltà di riorganizzare e reinventare un servizio comunque nuovo, venendo da un periodo con notevoli difficoltà economiche. Affrontare tutti i nuovi costi per rispondere a quanto previsto dalle linee guida e dai protocolli sarà sicuramente difficile. I bambini avranno comunque bisogno di riambientarsi e non sarà un semplice ‘riavvolgere il nastro’ a dove ci eravamo lasciati. Come professioniste dobbiamo assolutamente esser pronte a farci carico del vissuto di questi mesi dei bambini.

Cosa ti preoccupa di più pensando al futuro?
La paura, condivisa anche dalle colleghe, è di non riuscire a far fronte dal punto di vista economico a tutto e ritrovarci schiacciate da questa situazione, veder crollare anni di impegno e dedizione per quello che non è semplicemente un lavoro ma il sogno di una vita. Se il governo non interverrà rapidamente nel settore 0-6 a settembre non riaprirà nessuno e si creerà una voragine sociale ed economica che comporterà perdite ingenti di posti di lavoro non recuperabili. I genitori non sapranno a chi affidare i figli piccoli per poter tornare serenamente al lavoro ma soprattutto i bambini non troveranno i loro luoghi di crescita.

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