“Bravo, ma gay”, Fp Cgil mette a disposizione l’ufficio legale

La candidata governatrice Irene Galletti (M5S): "Da Ceccardi e Giani solidarietà ipocrita a Marco Dianda"

Commenti omofobi sull’educatore del nido, ancora solidarietà dalla politica e dai sindacati.

A parlare è Michele Massari di Fp Cgil, sindacato cui lo stesso Dianda è iscritto: “Purtroppo – dice – apprendiamo che c’è ancora una grande distanza tra la cultura e la civiltà che esprimono le leggi conquistate con determinazione e con grande fatica, e la realtà di tutti i giorni. Nonostante che, come sembrerebbe ovvio, il diritto e la ragione umana affermino il divieto di discriminazioni legate all’orientamento sessuale, ancora oggi dobbiamo assistere ad episodi come quello che ha coinvolto il nostro iscritto Marco Dianda del nido di Spianate. È sconcertante ed inaccettabile che qualcuno possa valutare la professionalità di un lavoratore in base all’orientamento sessuale”.

“Marco è un lavoratore stimatissimo da tutto l’ambiente – prosegue la nota – come deducibile anche dalle espressioni usate dalla cooperativa per la quale lavora essendo un educatore di altissimo profilo. A lui va la solidarietà della funzione pubblica e di tutta la Cgil di Lucca che, mette a disposizione il proprio ufficio legale per eventuali tutele che dovessero rendersi necessarie. Cogliamo l’occasione per porre ancora una volta l’attenzione sui problemi dei lavoratori in appalto, che non sempre hanno la forza e il sostegno per denunciare ingiustizie ed abusi subiti sul posto di lavoro, non sempre provenienti , come nel caso specifico, dalle aziende da cui dipendono”.

Di taglio politico l’intervento della candidata governatrice del Movimento Cinque Stelle, Irene Galletti: “La storia politica di Eugenio Giani e Susanna Ceccardi parla chiaro: i diritti delle persone Lgbtq, per entrambi, non sono una priorità ma un fastidio. E la solidarietà espressa nelle ultime ore all’indirizzo di Marco Dianda, l’educatore di Altopascio insultato da un genitore in quanto omosessuale, rappresenta un’ipocrita operazione elettorale. Un tentativo di dare un colpo di spugna e far dimenticare il passato, persino quello recente”.

“Ma io non dimentico – prosegue Galletti – quando la Ceccardi, da sindaco, rifiutava di trascrivere le Unioni civili, definendo il registro “un registrucolo per omosessuali”. Così come non dimentico quando il presidente Giani votava allineato alla Lega in consiglio regionale per chiedere il ripristino della dicitura “madre” – “padre” sui moduli scolastici, invece del termine neutro di “genitore”.  Per non parlare dell’osservatorio sul gender tenuto a battesimo dalla stessa sindaca Ceccardi a Cascina. Tanti piccoli indizi che chiariscono il reale sentire dei due candidati, che riscoprono i diritti soltanto sotto elezione. Ma non tutti hanno la memoria corta”.

“Una cosa è certa – conclude Galletti – quando si sdogana un linguaggio aggressivo e si mettono in discussione i diritti individuali, si crea terreno fertile per la proliferazione di piccoli e grandi casi di omofobia. Esprimere solidarietà dopo, serve solo a lavarsi la coscienza”.

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