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I due autori si sono soffermati sulle criticità del Paese e degli enti: “A volte hanno gravi problemi a causa dell’immediata risposta da dare ai cittadini”

Attualità e cultura al centro degli incontri di Open Imt, una rassegna che apre alla riflessione, che si rivolge alla cittadinanza, con l’intervento di ospiti di alto rilievo. Stamani (13 giugno) alla cappella Guinigi nel complesso di San Francesco, la Scuola Imt Alti Studi Lucca, ha ospitato Roberto Garofoli e Bernardo Giorgio Mattarella per la presentazione del loro libro: “Governare la fragilità. Istituzioni, sicurezza nazionale, competitività” (Mondadori, 2025), in dialogo con la professoressa di Storia contemporanea alla Scuola Imt, Ilaria Pavan. A moderare l’incontro, la giornalista di La7, Alessandra Sardoni.

open Imt

Roberto Garofoli, presidente di Sezione del Consiglio di Stato e Bernardo Giorgio Mattarella, professore ordinario di diritto amministrativo alla Luiss Guido Carli, hanno messo in luce e le debolezze e le fragilità che pesano sull’Italia, nonostante i suoi importanti punti di forza, minandone la competitività, ma anche la sicurezza. Il volume si presenta organizzato in vari settori tra cui politica estera, difesa, spesa pubblica ma anche scuola, università e formazione, in cui vengono esaminate le ragioni per le quali è necessario oggi governare le fragilità del nostro Paese, le politiche e gli adattamenti istituzionali da valutare.

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Lucca e ad aprirla è il sindaco di Lucca Mario Pardini.

Mario Pardini

“Un ringraziamento speciale agli Imt per aver portato a Lucca questi interessanti dialoghi – ha detto -. E’ un privilegio sia come sindaco che come cittadino avere questi momenti di riflessione, sia per i temi trattati, che per la qualità dei relatori. Sicuramente questi non sono tempi facili, come ogni epoca ha dei momenti non facili. L’approccio di questo libro è quello di essere propositivo e noi amministratori dobbiamo prenderlo come spunto”.

 Roberto Garofoli

“Il nostro Paese ha anche diversi punti di forza – precisa Roberto Garofoli, presidente di Sezione del Consiglio di Stato -. Noi evidenziamo come l’Italia sia ancora un grande paese esportatore, ha anche tante debolezze e sono debolezze storiche, risalenti nel tempo, ma che a nostro avviso rischiano di essere acuite nei loro effetti e nei loro impatti sulla competitività e sulla sicurezza nazionale, da quel che sta accadendo nel mondo, dalle trasformazioni e anche dal deterioramento dello scenario nazionale. Ne passiamo in rassegna diverse ed in particolare quelle che incidono sulla competitività, per esempio le nostre dipendenze energetiche e i nostri tassi di dispersione idrica, incomparabilmente più alti rispetto a quelli di altri paesi. È un tema questo che ha molto a che fare con l’evoluzione tecnologica del nostro apparato produttivo, perché l’uso dell’intelligenza artificiale e i data center hanno bisogno di tanta energia per essere alimentati, ma anche di tantissima acqua per il raffreddamento”.

Bernardo Giorgio Mattarella

“Noi abbiamo scelto di partire proprio dalla struttura amministrativa, che è la cosa che conosciamo meglio – dichiara Bernardo Giorgio Mattarella, professore ordinario di diritto amministrativo alla Luiss Guido Carli -. Però abbiamo anche un po’ allargato la prospettiva, perché ci siamo resi conto che per parlare in modo appropriato e aggiornato della pubblica amministrazione, bisogna tener conto del contesto di come è cambiato il mondo intorno alla pubblica amministrazione, di come sono cambiate le funzioni. Uno dei modi per affrontare le nostre fragilità è proprio preoccuparci della struttura organizzativa dello Stato innanzitutto, che ha i suoi punti di forza. Noi abbiamo ottime eccellenze nel nostro sistema amministrativo, ma abbiamo anche una serie di punti di debolezza nel sistema di reclutamento, nel sistema di formazione del personale, nella digitalizzazione, nella complessità delle procedure, che è un problema che va aggredito da diversi fronti. Non c’è una formula magica per risolvere i problemi del sistema amministrativo, ma bisogna agire con pazienza su diversi versanti”.

Un cambiamento che parte dagli organi centrali, ma che poi arriva accaduta anche a strutture amministrative più locali.

“Certamente – prosegue -. I problemi sono diversi in parte gli stessi. I problemi del reclutamento, della formazione, della modernizzazione sono gli stessi. Gli enti locali hanno a volte problemi più gravi, hanno risentito in modo maggiore dei limiti alle assunzioni, dei limiti del turnover, e hanno naturalmente anche problemi di efficienza, di rapidità, perché hanno più bisogno di dare rapidamente risposta ai cittadini e hanno anche a volte difficoltà di applicare norme che sono pensate per strutture molto grandi. Le piccole amministrazioni spesso hanno difficoltà ad adeguarsi a questi sistemi”.

Roberto Garofoli è presidente di Sezione del Consiglio di Stato, è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Draghi, segretario generale a Palazzo Chigi e capo di gabinetto nei ministeri dell’Economia e della Funzione pubblica. Ha presieduto le Commissioni governative in tema di misure di contrasto alla criminalità e alla corruzione.

Bernardo Giorgio Mattarella è professore ordinario di diritto amministrativo presso la Luiss Guido Carli, ove è direttore del corso di laurea in Giurisprudenza. È stato assistente di studio presso la Corte costituzionale, capo dell’Ufficio legislativo del ministro dell’Istruzione e del ministro della Funzione pubblica, presidente e componente di varie Commissioni ministeriali.