La risposta
|Querelle con il Consorzio di Bonifica, Del Ghingaro: “La Fossa dell’Abate non può diventare una trincea fra enti”
Il sindaco di Viareggio replica al presidente Sodini: “Non accetteremo più risposte evasive né rimpalli di responsabilità”
“Le affermazioni del presidente del Consorzio 1 Toscana Nord lasciano perplessi: siamo di fronte ad un’interpretazione creativa dei fatti, che sorprende chi come me è ancora convinto che le cariche istituzionali richiedano soprattutto competenza”. Lo dice il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, rispondendo a Dino Sodini, presidente del Consorzio di Bonifica.
“Invece di fornire risposte chiare – dice il primo cittadino – il presidente sceglie la strada della polemica difensiva, derubricando segnalazioni legittime a presunti attacchi personali: dichiarazioni disinvolte nei confronti di un sindaco e di una città, Viareggio, che sostiene in modo determinante il funzionamento del Consorzio stesso. Insomma un tentativo goffo, privo di consapevolezza istituzionale, volto a sviare l’attenzione dalle vere responsabilità. Come goffi sono i vari eventi organizzati a favore di stampa, ai quali non seguono poi atti concreti. La verità è semplice: la Fossa dell’Abate non può diventare una trincea tra enti, ma deve essere una priorità condivisa. Il presidente ha la memoria corta e dimentica che, nella precedente occasione, è stata necessaria la segnalazione del Comune di Viareggio affinché il consorzio intervenisse sulla Fossa dell’Abate. Questo significa che manca un piano di manutenzione ordinaria adeguato, e non può essere accettabile”.
“Il riferimento al Vangelo poi è curioso: noi non costruiamo sulla sabbia e pretendiamo che chi ha compiti di bonifica li eserciti con continuità e attuando politiche di prevenzione – dice ancora Del Ghingaro – La sicurezza idraulica non si garantisce con interventi a posteriori o con verifiche dell’ultimo minuto: si costruisce con programmazione, investimenti, e presenza sul territorio. Non si tratta di visibilità mediatica, come qualcuno vorrebbe insinuare: si tratta di rispetto verso una comunità che da anni convive con fragilità strutturali, e che oggi ha il diritto di sapere se il Consorzio intende essere parte della soluzione o continuare a cercare alibi. Così come la città di Viareggio ha il diritto di sapere quali sono gli indirizzi e i programmi che, per i prossimi anni, il presidente intende attuare sul territorio. Risulta infatti che a quasi un anno dall’insediamento, l’assemblea consortile non abbia ancora approvato gli indirizzi di mandato amministrativo. Siamo in presenza di un ente che naviga a vista, senza una rotta precisa: continuando così è proprio il Consorzio che rischia di insabbiarsi“.
“In merito al mancato rispetto delle quote rosa, capisco la difficoltà del presidente a rispondere – conclude – la proposta all’assemblea di prevedere solo uomini nell’ufficio di presidenza, cioè l’ufficio di sua fiducia e di cui si avvale, è stata votata dal presidente stesso. Noi, come Comune, continueremo a fare la nostra parte. Ma sia chiaro: non accetteremo più risposte evasive né rimpalli di responsabilità. I cittadini di Viareggio meritano concretezza, interventi veri e una gestione seria delle criticità del territorio. Il resto, francamente, interessa poco“.


