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Firmato il decreto per il via ai lavori a Salanetti: l’edificio presente sarà demolito completamente

L’ira dei comitati, pronti a nuovi ricorsi. Intanto è stato presentato un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale

“Ormai è una costante: quando si vogliono licenziare provvedimenti sgraditi alla popolazione o comunque cercare di farli passare inosservati, si usa la settimana di Ferragosto, quando i più sono in ferie e i “poveri diavoli” rimasti a casa, obnubilati dal caldo intenso”.

La pensa così Liano Picchi del coordinamento comitati ambientali della Piana sul provvedimento licenziato dalla Regione che dà il via ai lavori all’impianto di Salanetti: ” L’infaticabile Giani, che passa da un capo all’altro della Toscana a tagliar nastri con un’ubiquità che ha del sorprendente avrà pensato con il suo staff, che questo era il momento giusto per la pubblicazione del decreto. D’altronde non occorrono certo dei politologi per prevedere una certa difficoltà a presentarsi in campagna elettorale nelle località che la Regione, con l’avallo dell’ex sindaco Menesini, hanno condannato a diventare la latrina della Toscana.  Così, a distanza di un mese dall’approvazione della conferenza dei servizi, l’11 agosto, guarda caso la stessa data che due anni fa fu avviato il processo di assoggettabilità a Via, il dirigente Garro ha dato il via ai lavori, emanando un decreto i cui contenuti destano stupore, dall’inizio alla fine”.

“L’inizio dei lavori non coincide infatti, come sarebbe logico aspettarci, con la costruzione dell’impianto, bensì con la totale distruzione dell’immobile appena acquistato da Retiambiente per tre milioni di euro – dice Picchi –  Solo dopo infatti, sembrano essersi accorti che non era a norma con i vincoli idraulici dell’area. Se il buongiorno si vede dal mattino c’è da stare poco allegri. Lo smantellamento comprenderà anche la tanto decantata copertura del fotovoltaico, che a dire di Del Chiaro e Fortini era un valore aggiunto per il capannone, in quanto avrebbe prodotto energia a servizio dell’impianto. Sull’argomento, un esposto per presunto danno all’erario, è stato già presentato alla Corte dei Conti”. 

“Ma da una prima lettura del provvedimento diversi punti hanno attratto la nostra attenzione per la gravità della loro portata – conclude Picchi – A breve li renderemo noti, dopo una consultazione con i legali, in vista di un conseguente ricorso”.