Il pranzo di Natale trasloca all’arcivescovato foto

Cambia location il tradizionale appuntamento della Comunità di Sant’Egidio

Una tradizione che si rinnova ogni anno. Torna il Pranzo di Natale con i poveri della comunità di Sant’Egidio, che quest’anno, per la prima volta, sarà ospitato dall’arcivescovo nella “sua casa”, nel salone dell’arcivescovato. Come l’anno passato, in contemporanea, verrà realizzato anche un secondo pranzo nel quartiere di Pontetetto, dove Sant’Egidio, ormai da tempo, ha consolidato la sua presenza soprattutto grazie alla Scuola della Pace con i bambini che, ogni settimana, si tiene negli stessi locali che ospiteranno la festa di Natale.

L’anno passato circa 250 persone hanno pranzato assieme nel giorno di Natale, un gesto che in un tempo come quello che stiamo attraversando, caratterizzato da nuove diffuse paure e dal ritorno di un clima di contrapposizione e violenza che sembrava appartenere al passato, diviene ancora più significativo: l’unica strada possibile per costruire il futuro è imparare a vivere assieme.

Ecco il messaggio lanciato dalla comunità di Sant’Egidio

C’è un grande bisogno di solidarietà nell’epoca della ricostruzione dei muri. È diffuso il bisogno di occasioni in cui costruire ‘ponti’ tra diversi e non ‘muri’ di separazione. Pare che ci si debba occupare solo di sé stessi, svaniscono sogni, attese, speranze, c’è paura del futuro. Le nostre città respirano spesso aria di vittimismo, la sottile tristezza del nostro tempo, a cui si affiancano atteggiamenti di contrapposizione, spesso violenta, che mai si sarebbero potuti immaginare fino a pochi anni fa.  Ci si concentra quindi sulla difesa del proprio residuo benessere, dimenticando di appartenere ad una comunità, ad una città, ad un noi più grande che può dare un ‘senso’ all’esistenza di ciascuno. A questo atteggiamento intendiamo contrapporre quello della accoglienza, della condivisione, della gratitudine: ognuno di noi ha ricevuto molto, il desiderio di restituire ci spinge ad incontrare l’altro ed a costruire luoghi e relazioni dove davvero nessuno possa sentirsi escluso. Papa Francesco ha spesso parlato della necessità di volgere il nostro sguardo e le nostre attenzioni a quelle “periferie esistenziali” che ormai caratterizzano le nostre città. Povertà materiali, certamente, ma spesso aggravate dalla solitudine e dalla reciproca incomprensione. Il pranzo di Natale vuole essere una risposta concreta, nello spirito più autentico del Vangelo, al disagio umano e spirituale che emerge dalle periferie esistenziali di cui parla il Papa. Il giorno di Natale, quindi, le periferie”umane diverranno invece il centro della città, una testimonianza gioiosa di come si può essere solidali tra persone con storie e tradizioni diverse, che desiderano abitare l’uno accanto all’altro e non l’uno contro l’altro. Quest’anno l’arcivescovo invita alla sua tavola i tanti che sono costretti a vivere al margine, anche di una città di provincia, tutto sommato benestante, come la nostra. Non mancherà al contempo una significativa presenza nella periferia cittadina, a Pontetetto, dove la comunità è diventata ormai una presenza visibile ed assidua, dove i legami costruiti con tante famiglie ci hanno spinto a celebrare il pranzo di Natale proprio nel quartiere, dove si svolge quotidianamente la vita di tanti nostri amici. Dicembre, potremmo dire, è il mese dei cercatori. Di regali, di addobbi, di biglietti, ma in fondo quello che cerchiamo davvero è la gioia altrui, che scalda anche il nostro cuore. C’è chi attende ancora qualcosa di bello dal Natale: i bambini – come quelli arrivati da poco dall’isola greca di Lesbo e sono accolti ora in Italia da Sant’Egidio, che passeranno finalmente Natale scaldati dal calore umano e lontani dalle fredde e fangose tende del campo profughi di Moria – ma anche gli anziani, troppo spesso lasciati soli, che attendono una visita, il calore di una famiglia, la certezza di valere per qualcuno che attendono sia restituita a loro dignità e rispetto. Natale è per tanti che attendono una buona notizia, come chi, senzatetto, è ancora alla ricerca di una casa, o di un luogo sicuro dove trascorrere almeno la notte. Natale è per loro. Per i nostri amici poveri. Quelli che non hanno un posto. Ma noi vogliamo fare posto a loro: anzi non un posto solo, migliaia di posti. In questi giorni, dovunque c’è una Comunità di Sant’Egidio si cercano le risorse per apparecchiare la tavola per i poveri.

Nei prossimi giorni si terranno alcuni appuntamenti con chi vorrà partecipare dando il proprio contributo di energie e di tempo: martedì (17 dicembre) alle 21, si terrà un incontro di presentazione e di introduzione al pranzo con tutti i partecipanti, a cui seguirà un momento organizzativo in cui si definiranno anche i compiti dei volontari in occasione del pranzo.

Domenica (22 dicembre) alle 16, un nuovo incontro per preparare le decorazioni, raccogliere ed impacchettare i regali e preparare tutto quello che serve per rendere davvero speciale il momento della festa. In entrambi i casi il ritrovo è in via Urbiciani numero 362 a San Concordio (ala sede della ex Circoscrizione).

Per chi invece desidera contribuire comprando un regalo nuovo da consegnare agli amici che parteciperanno al pranzo di Natale, è possibile recarsi alla mensa di Sant’Egidio, nei locali parrocchiali di San Concordio, giovedì (19 dicembre), dalle 17 alle 18,30.

Poi, dalle 10,30 del 25 dicembre, i volontari che hanno scelto di trascorrere il Natale con la grande famiglia di Sant’Egidio saranno impegnati nell’allestimento della sala per il pranzo e nell’accoglienza degli invitati.

Non mancherà una speciale attenzione alla riduzione della produzione di rifiuti per testimoniare l’attenzione ai temi ambientali: il pranzo sarà completamente plastic free.

Per informazioni: 334.2829034 – santegidiolucca@gmail.com

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