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Al centro diurno La Bricola studenti universitari a lezione di arteterapia

collage 3Una giornata davvero importante quella del primo giorno di primavera al Cad La Bricola, il centro diurno sede di tanti laboratori e ateliers di arteterapia che la cooperativa sociale La Mano Amica gestisce da alcuni anni per conto della Asl di Lucca.
Per la particolarità e unicità delle attività di riabilitazione che si svolgono al Cad, dopo la felice esperienza dello scorso 11 marzo a Villa Bottini nell’incontro con gli studenti del liceo artistico, il centro è stato scelto dall’università di Pisa quale sede per una lezione accademica e un seminario teorico esperienziale agli studenti del primo e terzo anno del corso di laurea in tecniche della riabilitazione psichiatrica.


Il professor Enrico Marchi, docente di arteterapia applicata alla riabilitazione psichiatrica, è stato coadiuvato in questa esperienza accademica fuori sede dalla D.ssa Nadia Buonamici, Psicologa e arteterapeuta esperta in tecniche pittoriche e figurative, con il supporto di Giuliana Battignani e di tutto lo staff del Cad e di altre strutture residenziali della Cooperativa “La Mano Amica”.
Gli studenti, sempre accompagnati dalla presenza attiva degli utenti che frequentano il centro e di altri giovani ospiti di una comunità terapeutica gestita dalla Cooperativa, hanno assistito alla lezione in cui sono state esposte le piu’ recenti e accreditate teorie sull’arteterapia e sulla storia del collage artistico e successivamente si sono cimentati in bellissimi lavori di gruppo eseguiti con la tecnica del collage artistico sia semplice che materico o con tecnica mista.
I sorprendenti risultati sono stati poi oggetto di un confronto gruppale interattivo che ha siglato la conclusione dell’incontro, una restituzione che ha sottolineato la enorme capacità di coinvolgimento di questa tecnica che viene svolta in Italia solo in pochissime sedi di riabilitazione.
L’arteterapia è un enorme patrimonio di conoscenze e buone pratiche che nei servizi psichiatrici lucchesi ha trovato da sempre, possiamo dire già dalla nascita dell’internamento manicomiale, un grande utilizzo: inserito in una profonda relazione terapeutica, fatta di fiducia e rispetto reciproci, professionalità e passione da parte di chi offre un concreto e costante aiuto come operatore della salute mentale, la tecnica che sfrutta le capacità rigenerative e consolatorie della bellezza, della creatività e dell’arte si colloca a pieno titolo tra i fattori determinanti nei percorsi di miglioramento clinico e reinserimento sociale.
Ovviamente la terapia psicofarmacologica, le tecniche psicologiche e gli interventi sociali sono alla base di ogni progetto terapeutico e riabilitativo, che prevedono nell’inserimento alloggiativo e lavorativo due importanti mete da raggiungere per il ripristino psicosociale dell’individuo; queste attività aumentano sensibilmente gli effetti positivi di ogni itinerario curativo, mettendo il paziente al centro di un clima affettivo protettivo e stimolante e interferendo positivamente anche sulla soddisfazione degli utenti e sulla verve motivazionale degli operatori.
Questo sembra essere stato percepito pienamente dagli studenti dell’Ateneo pisano che hanno interagito con operatori e utenti in un crescendo di condivisione e scambi interpersonali davvero incoraggianti per chi dedica ogni giorno molte delle sue energie a questo delicato compito lavorativo e non meno stimolante per tutti i pazienti presenti, soggetti inseriti in questi percorsi riabilitativi che cercano di superare con il loro aiuto paure e difficoltà generate da eventi vitali spesso traumatici.

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