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Comitato sul Quartiere Giardino: "Non toglieteci la speranza di essere un quartiere normale"

"Non toglieteci la speranza": mentre ci si avvicina a celebrare il sessantesimo della costruzione del quartiere Giardino, così la pensano alcuni abitanti. Lo dice il comitato Viabilità e Ambiente di Pontetetto, che dice: "Sono abitanti anziani - scrivono - i figli e i nipoti di quelle 56 famiglie che furono trasferiti dalla Cittadella in quattro stecche di case in mezzo ai campi nel lontano 1955. Una storia travagliata in cui gente abituata a trovare le proprie risorse per il vivere nella città si trovò nel nulla, inseriti in un luogo dove venivano percepiti come diversi e dove mai trovarono una piena integrazione. Nel tempo sono state molte le iniziative intraprese da enti e associazioni per collegare ed aprire l'iniziale. La costruzione delle case "Alte", l'inserimento di 66 appartamenti di "ceto medio" e di un paio di cooperative di edilizia convenzionata, oltre alla costruzione dell'impianto sportivo polivalente, tra il vecchio ed il nuovo paese (oggi assegnato alla Lucchese), hanno certamente determinato un miglioramento, anche se la separatezza continuava ad essere prevalente, in particolare con il nucleo iniziale, il cosiddetto "ghetto". Nei primi anni 2000, grazie all'opportunità data dal bando sui contratti di quartiere, che nel frattempo si erano sviluppati a livello europeo e italiano e che avevano il precipuo scopo di risanare in termini edilizio/urbanistico e socio/culturale le zone degradate, fu iniziato un minuzioso ed approfondito lavoro di ascolto della popolazione ed in particolare dei residenti del "ghetto" che sfociò in una forte partecipazione e condivisione del progetto di contratto di quartiere. Finalmente si andava nel verso del superamento definitivo di un quartiere dormitorio, si sarebbero inseriti uffici e negozi, sarebbero state eliminate le case fatiscenti e soprattutto si sarebbe eliminata "la stecca", simbolo, ma non solo, del degrado e del ghetto. Al posto della stecca sarebbe stata costruita una piazza di collegamento con le altre identità del quartiere".

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In rete le relazioni del convegno diocesano “Sperare. In chi?”

Lunedì 16 e martedì 17 giugno nella basilica di San Frediano, si è svolto il convegno diocesano Sperare. In chi?. L'equipe comunicazione su www.diocesilucca.it ha messo subito a disposizione il testo e il video della relazione di don Armando Matteo dal titolo Uomo dove sei? e il video della relazione di monsignor Giancarlo Maria Bregantini dal titolo La speranza cristiana nei gesti di Papa Francesco. Nelle due serate parroci, religiosi e religiose, laici impegnati nelle parrocchie e nella società hanno partecipato numerosi (circa 400 a sera, provenienti da tutta la diocesi) alle due serate che chiudono tradizionalmente l’anno pastorale in corso e danno spunti per elaborare le possibili scelte per l’anno pastorale che inizierà con settembre.
Soddisfazione, per il convegno, è stata espressa dall’arcivescovo Castellani che oggi (19 giugno) impegnato a Camaiore con tutto il clero nella giornata sacerdotale diocesana: momento in cui oltre a chiudere il percorso formativo permanente del clero diocesano in questo anno, ci sarà l’opportunità di riflettere sui temi affrontati durante il convegno.

Guarda il video della relazione di don Armando Matteo

Guarda il video della relazione di Monsignor Bregantini

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