Italia fuori dai mondiali, un danno non solo sportivo

Non solo una sconfitta sportiva. La mancata qualificazione ai mondiali di Russia per la nazionale italiana rappresenta, infatti, anche un danno economico, per la Federazione Italiana Gioco Calcio, per le aziende che fin qui hanno ‘scommesso’ sulle sorti azzurre e anche per lo Stato.
Per parlarne abbiamo interpellato un esperto del settore, Mario Santoro, ad dell’agenzia pubblicitaria e di comunicazione Mcs: “Il primo danno dell’uscita dell’italia dai mondiali di calcio – spiega – è rappresentato dal mancato introito dei premi Uefa. La qualificazione alla fase finale, infatti, garantiva 9,5 milioni di euro, che sarebbero poi aumentati ad ogni passaggio di turno”.

C’è poi la vicenda degli sponsor: “Sul bilancio 2016 della Federazione – spiega Santoro – pari a 160 milioni di euro il 30 per cento è rappresentato da contratto pubblicitari. Circa 50 milioni di euro che sono in qualche modo legati alla performance della squadra. A questo punto, con l’esclusione dell’Italia dai mondiali gli sponsor possono o annullare il contratto o rinegoziarlo a ribasso. Stessa cosa la Rai che ha investito 6 milioni di euro su una nazionale che ha fallito l’appuntamento clou del biennio”.
C’è poi un dato che rischia di essere poco considerato, ovvero la probabile riduzione degli introiti dell’erario sulle scommesse sportive: “Nel 2014 – spiega ancora Santoro – l’introito dalle scommesse sportive è stato di 260 milioni di euro, per l’Italia di 20 milioni che hanno fruttato allo Stato circa 10 milioni. E’ probabile che queste cifre, per mondiali senza la nazionale italiana, caleranno sensibilmente”.
E non è finita qui: “Ci sarà – prosegue – il calo delle vendite del merchandising, la mancata realizzazione di Casa Azzurri in Russia, gli sponsor che sostengono la spedizione per il campionato del mondo”.
Insomma non solo il lato sportivo, che può anche lasciare il tempo che trova. L’addio ai playoff dell’Italia ai mondiali contro la Svezia rischia di costare caro, anche per il futuro del movimento calcistico nazionale. Anche per questo sarebbe stato meglio staccare il biglietto verso Russia 2018.

Enrico Pace

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