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Lucchese salva ai rigori dopo match drammatico

Bisceglie – Lucchese 1-0 (2-3 ai rigori)
BISCEGLIE: Vassallo, Calandra (9’pts Longo), Zigrossi, Markic (4’sts Mastrilli), Giron, Triarico, Giacomarro (37’st Bangu), Risolo, Parlati, Starita, Djolou (1’sts Scalzone), Starita, Triarico, Risolo,  Zigrossi, Giron. A disp: Addario, Ndiaye, Bottalico, Dellino, Cuppone, Camporeale, Cuomo, Casella. All: Vanoli
LUCCHESE: Falcone, Lombardo, De Vito, Martinelli, Favale, Martinelli, Zanini, Mauri, Bernardini (5’sts Santovito), De Feo (1’st Provenzano; 1’sts Di Nardo), Bortolussi, Sorrentino. A disp: Aiolfi, Bacci, Palmese, Strechie, Isufaj, Fazzi. All: Langella
ARBITRO: Camplone di Pescara (Ruggieri di Pescara e Saccenti di Modena)
RETI: 6’st Triarico
SEQUENZA RIGORI: Lombardo parato; Scalzone parato; Bortolussi parato; Triarico parato; Mauri gol; Bangu gol; Di Nardo gol; Zigrossi gol; Sorrentino parato; Starita parato; Zanini gol; Longo alto.
NOTE: Ammoniti Mauri (20’pt), De Vito (8’st), Markic (12’pts), Risolo (8’sts)

Fortemente sconsigliata ai deboli di cuore: la Lucchese si tiene la C battendo il Bisceglie ai calci di rigore, dopo un finale drammatico. Il coronamento di una stagione sofferta, combattuta, condotta sempre a testa alta dai ragazzi in maglia rossonera. Ben tre le conclusioni dagli undici metri parate da Falcone, mentre è l’ultimo tiro del Bisceglie, alto sopra la traversa, a consegnare la gioia più grande agli uomini di Favarin e Langella, dopo che il baratro della serie D si era ormai quasi spalancato.
La grande novità è Gianmarco De Feo, rispolverato per partire titolare, mentre Di Nardo e Provenzano si accomodano in panchina (in mezzo c’è Bernardini) e De Vito prende ancora una volta il posto di Gabbia.
Provano subito a partire forte i padroni di casa. Prima chance per i nerazzurri dopo due minuti di gioco, con Parlati che prova a suggerire per Zigrossi, che non arriva a spizzarla. Al 7’ cross di Giron e colpo di testa di Triarico, ma Falcone blocca. Ancora Bisceglie al quarto d’ora, con il sinistro di Starita murato a Lombardo, mentre al 20’ un piazzato di Triarico non si abbassa a sufficienza. Monumentale, invece, l’occasione costruita dal Bisceglie al 26’: Djolouo sfida Martinelli, lo supera e calcia alto a tu per tu con Falcone. Bisogna attender dil 38’ per la prima insidia rossonera: punizione dalla sinistra di Lombardo e Martinelli che devia debolmente da sottomisura. Il Bisceglie protesta in chiusura di primo tempo, reclamando un penalty per presunto fallo di Favale su Starita, ma è il dieci locale a trattenere per primo il terzino della pantera. Chiude in attacco la Lucchese, sempre con Lombardo che crossa teso in mezzo, ma Vassallo allontana.
Si riprende con Provenzano che entra subito al posto di De Feo. Il Bisceglie riparte forte e, dopo una buona chance confezionata con Triarico, riesce a passare al 51’ quando lo stesso diciotto nerazzurro gira alle spalle di Falcone colpendo di testa sugli sviluppi di un corner. La Lucchese prova a reagire subito: piazzato di Lombardo che si infrange sulla barriera. Ancora Lombardo al 70’, con una botta da oltre 30 metri che rimbalza davanti al portiere di casa e per poco non lo sorprende. I rossoneri provano a rimetterla in pari, ma si espongono ai contropiede del Bisceglie: come al 76’, quando Triarico viene lanciato verso Falcone, ma calcia pericolosamente a lato. Replica subito la squadra di Langella, con la conclusione improvvisa di Zanini, parata in due tempi. Adesso in campo c’è solo la pantera, ma i padroni di casa provano comunque a sferrare il colpo del due a zero appena intravedono uno spazio in cui infilarsi. Il rischio infatti è dietro l’angolo: a tre dal 90’ botta di Risolo sulla quale vola Falcone; sul corner seguente girata di testa di Starita fuori di un nulla. Brividi freddi per la Lucchese, che adesso vede i supplementari profilarsi. Prima dell’ultimo giro di lancette ci prova anche Sorrentino, ma la sua conclusione in area viene contrata da una selva di gambe. Extra time, dunque, per una finale che assume i contorni del dramma sportivo.
Si riprende. La Lucchese prova subito ad attaccare, con Favale che mette in mezzo per Bortolussi, ma il suo colpo di testa viene bloccato. Dentro Santovito, che ha speso molto, al 95’. Ancora rossoneri a testa bassa, stavolta con Provenzano che si gira in un fazzoletto e conclude con un sinistro che sibila vicino all’incrocio. Evidente il calo del Bisceglie, che ha speso tanto durante i tempi regolamentari. Altro brivido per la Lucchese intorno al 103’, quando un sinistro di Starita attraversa tutta l’area rossonera senza che nessuno riesca a spingere il pallone. Nulla di fatto alla fine del primo tempo supplementare.
Fuori Provenzano e dentro Di Nardo nell’ultimo quarto d’ora, per provare l’assalto finale con le due punte di ruolo. Subito una buona chance per i rossoneri, con una girata di Sorrentino fuori di un metro su cross dalla sinistra. Altra occasione con Mauri, due minuti dopo, con un fendente di sinistro che attraversa l’area pericolosamente. Buona zolla al 116’ per Lombardo: il suo destro sfila ad un metro dal palo di Vassallo.
Lotteria dei rigori dunque. Si parte con Lombardo, uno specialista, ma il rossonero si fa intuire la conclusione. Non fa meglio Scalzone, murato da Falcone che si butta sulla sua sinistra e para. è la volta di Bortolussi, che calcia clamorosamente fuori. Sembra profilarsi un dramma, ma Falcone para anche su Triarico. Poi va Mauri: rigore chirurgico, Vassallo spiazzato. Va quindi Bangu: Falcone intuisce anche stavolta, ma sfiora e basta. Quindi Di Nardo, che spiazza di nuovo Vassallo con una botta sotto l’incrocio. Va Zigrossi: rete. Quinto rigore per la Lucchese: va Sorrentino, ma Vassallo respinge con i piedi. Ecco che il baratro della retrocessione si spalanca davanti ai rossoneri, ma proprio quando sembra tutto finito Falcone confeziona il miracolo, respingendo anche lui con i piedi la conclusione di Starita. Quindi va Zanini: palla da una parte, portiere dall’altra. è il momento decisivo: sul dischetto si presenta Longo, che calcia alle stelle. Lucchese in paradiso, dopo essersi fatta purgatorio e inferno. Il premio più grande per un gruppo commovente e per una squadra che, come recitano i tifosi in delirio, non morirà mai.

Paolo Lazzari

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