Cantini (Lc) e Del Greco (Pd): “Collaboratori sportivi, una categoria da salvaguardare”

I consiglieri della maggioranza: "Ci impegneremo a far attivare agevolazioni per le società sportive. Gli impianti? Serve un new deal per il rilancio"

“Non lasciare indietro i collaboratori sportivi, nella maggior parte dei casi ragazzi giovani che non hanno altre entrate e che, senza un sostegno, si troverebbero in enorme difficoltà”. Questo l’accorato appello lanciato dai consiglieri comunali Silvia Del Greco (Partito Democratico) e Claudio Cantini (Lucca Civica). Secondo i due rappresentanti della maggioranza, infatti, le cifre messe a disposizione dal Governo per questa categoria di lavoratori non sarebbero sufficienti a coprire tutte le domande.

“I collaboratori sportivi fanno parte di una categoria spesso trascurata e poco tutelata – affermano Cantini e Del Greco – Parliamo nella maggior parte dei casi di ragazzi giovani, che non hanno contratti stabili e che, spesso e volentieri, non hanno altre entrate. Sono persone che hanno deciso di dedicare il proprio tempo, le proprie energie e la propria passione sui campi sportivi, piscine e palestre. Giovani che sacrificano una parte importante della loro vita privata e a cui è affidata la crescita dei bambini e dei ragazzi”.

“È a rischio un intero settore – proseguono Cantini e Del Greco – quello dello sport di base che ha un valore aggiunto fondamentale: porta benessere e salute ai cittadini di qualunque età, tutti elementi che poi hanno evidenti ricadute positive anche sulla spesa sanitaria. Senza dimenticare quel fondamentale aspetto di inclusione e socializzazione, soprattutto per quanto riguarda le fasce più deboli della popolazione, che tutti riconosciamo”.

“Il bonus da 600 euro previsto dal Decreto Salva Italia potrà essere assicurato, calcolatrice alla mano, solo per 83.000 persone, mentre in Italia i collaboratori sportivi sono molti di più. Le risorse sono limitate, il governo ha stanziato 100 milioni, una cifra che può apparire grande ma non sufficiente a coprire la totalità dei richiedenti. Il Ministro Spadafora, ha detto che punterà ad aumentare il budget di ulteriori 50 milioni nel decreto ‘economico’. Sarebbe una scelta più che saggia per riuscire a perseguire un equo trattamento per tutti i collaboratori esclusi – sottolineano Cantini e Del Greco -. Speriamo che questo sia solo un primo passo per un intervento organico e importante che possa far ripartire tutto lo sport di base”.

“Ci faremo portatori, anche verso l’amministrazione comunale, di facilitazioni a favore delle associazioni sportive, come la riduzione dei canoni per gli impianti, o l’allungamento delle concessioni (una norma a costo zero per lo Stato), in questo modo – aggiungono – potremo permettere ai gestori degli impianti sportivi di rientrare dei debiti che hanno contratto. Ci faremo inoltre promotori di aiuti alle associazioni sportive che pagano affitti a privati, oltre che di maggiori incentivi per i privati che decidono di sponsorizzare lo sport di base, anche al mondo sportivo è richiesto un grande sforzo di unità, condivisione a cominciare da ristrutturazioni organizzative, che vadano verso accordi, collaborazioni e vere e proprie fusioni tra settori e anche interdisciplinari.

“Alcuni strumenti già c’erano prima dell’inizio della pandemia – aggiungono ancora i due consiglieri della maggioranza – si tratta però adesso di fare uno sforzo ulteriore per mettere a sistema le risorse sia a livello locale, sia a livello regionale e nazionale affinché questi soldi possano arrivare in tempi veloci alle amministrazioni locali o alle società che gestiscono gli impianti”.

Infine, Del Greco e Cantini lanciano una proposta: “In gran parte d’Italia le strutture sportive sono vecchie e ormai obsolete. La nostra amministrazione negli ultimi anni ha iniziato a muoversi in questa direzione ma la strada da fare è ancora tanta. Qualche giorno fa il nostro sindaco ha lanciato la proposta di una nuova stagione di lavori pubblici per sostenere la ripresa dell’economia. Perché allora non lanciare un ‘new deal’ mirato proprio alle strutture sportive? Sarebbe un modo non solo per rivitalizzare le società del territorio ma anche per far lavorare le nostre aziende. Faremmo un servizio a tutta la cittadinanza che potrebbe usufruire, per i prossimi anni, di strutture sportive finalmente all’altezza dove, perché no, sarebbe anche possibile iniziare a progettare percorsi per l’alto livello”.

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