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Morgia, l’allenatore degli “invisibili”: “Questa crisi rischia di far scomparire il calcio dilettanti”

L'ex giocatore della Lucchese: "Devono essere concesse sovvenzioni a chi lavora in D"

“Il mio amico Cristiano Lucarelli ha perfettamente ragione nel difendere il calcio dei poveri. Io invece mi batto per quello degli invisibili”. Da questo post, pubblicato sulla sua pagina Facebook, l’allenatore lucchese Massimo Morgia, attualmente trainer del Chieri in serie D, in tempi di coronavirus, lancia un appello per salvare il calcio dilettantistico. Morgia, 69 anni, ha giocato nella Lucchese, ha allenato tante squadre in giro per l’Italia ed anche Viareggio e Pietrasanta. Allena in Piemonte ma vive a Lucca..

“A Chieri gli ultimi rimborsi li abbiamo presi relativamente al mese di febbraio. Non credo che ci daranno altro. Loro come le altre società dilettantistiche con questa crisi rischiano di sparire”.
Può spiegarsi meglio?

La serie D comprende 164 squadre e gran parte di chi ci lavora di vive di quello. Ma mentre nelle altre categorie  esistono regolari contratti che garantiscono stipendi e contributi, in Serie D dei finti dilettanti gli stipendi si chiamano rimborsi che non comprendono contributi e che se non giochi non saranno mai rimborsati.

Quindi?

Devono essere concesse sovvenzioni a chi pratica calcio in D e nelle categorie più alte dei dilettanti, anche in Eccellenza, c’è gente che vive di calcio. Non parlo per me, ho 70 anni ed una pensione da professionista ma governo e federazioni devono aiutare i calciatori, gli allenatori più giovani e chi campa di calcio.

Come finirà?

50-60 squadre rischiano di scomparire dalla Serie D. Se le aziende sono ferme, non possono sponsorizzare i club che di conseguenza non potranno iscriversi ai prossimi campionati. Ci rimetteranno le squadre espressione calcistica di piccole realtà. Spero bene per la Lucchese che in un modo o nell’altro sono certo ce la farà.

Cristiano Lucarelli sul Corriere dello Sport ha puntato il dito sul calcio di B e C, a suo dire si parlerebbe solo di Serie A, rischiando di mandare nel dimenticatoio chi sta sotto.

Lui pensa ai poveri ed ha ragione. Io come le ho detto, agli invisibili. Penso che in una situazione  drammatica ed anomala per tutti la cosa più importante sia la salute e per quella nostra e del prossimo è giusto fare ogni tipo di sacrificio ma quando si parla di ripartire, governo, federazione e società spero che si ricordino anche degli invisibili. Che poi sono il numero più alto.

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