Stadi ancora chiusi: il ministro Spadafora esclude una riapertura a breve

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A seguito della situazione in Italia e del futuro incerto relativamente all’apertura degli stadi, tantissimi tifosi sono costretti a tifare per la propria squadra del cuore stando da casa. Secondo le dichiarazioni del ministro Spadafora, gli stadi resteranno ancora chiusi per svariati mesi, dato che non sussistono le condizioni idonee per monitorare l’afflusso di persone.

Stadi come l’Olimpico di Roma, con una capienza massima di 60mila persone, renderebbero le possibilità di tracciare tutti i contatti pressoché nulle, motivo per cui non si può ancora rischiare una riapertura. In alcuni casi si è parlato di una capienza al 30%, tuttavia, anche per garantire solo un numero ridotto di spettatori è troppo presto.

Per la gioia dei siti streaming calcio, i tifosi sono ancora costretti a stare a casa, seguendo le partite sui propri dispositivi. Questa situazione che agevole le emittenti audiovisive, tuttavia, non è la soluzione ideale per le società calcistiche che stanno perdendo sia le entrate dei biglietti che l’incitamento dei tifosi. Ad esempio, il presidente del Torino ha dichiarato che nel caso in cui le condizioni sanitarie lo permettessero, sarà sicuramente importante cercare di riportare i tifosi allo stadio, dato che il calcio senza pubblico non suscita le stesse emozioni.

Qual è la situazione nelle altre nazioni?

L’Italia sta utilizzando una linea abbastanza rigida per quanto riguarda i tifosi negli stadi, tuttavia, questo è giustificato da un’emergenza che si sta facendo fatica a risolvere. Nel resto d’Europa, la situazione è particolarmente variegata, dato che ogni nazione sta adottando delle strategie diverse per contenere i problemi. Ecco la situazione nelle maggiori nazioni:

Inghilterra. La Premier League alterna partite con spettatori e partite senza a seconda della zona e della squadra. Nello specifico, le zone di livello 1 accettano 4.000 tifosi, le zone di livello 2 accettano 2.000 tifosi e le zone di livello 3 nessun tifoso allo stadio. Anche nella nazione inglese, quindi la capienza è estremamente ridotta, e non è chiaro quando verrà permesso un aumento del numero di biglietti a disposizione.

Spagna. La Liga gioca in modo simile alla Serie A, con partite essenzialmente a porte chiuse. All’interno dello stadio sono ammesse solo le poche persone essenziali per lo svolgimento della gara, compreso lo staff tecnico e amministrativo delle squadre. Nei campionati minori spagnoli vengono consentiti alcuni spettatori nello stadio a seconda delle ordinanze regionali, tuttavia, si tratta di casi circoscritti ad aree specifiche.

Germania. La Bundesliga sperava di poter riavere già i tifosi negli stadi con una capienza fino al 20%. In realtà, vista la situazione ogni stadio presenta un numero ridotto di tifosi. A seconda delle partite vengono consentiti più o meno spettatori. Ad esempio, lo Schalke è riuscito a giocare qualche partita anche con 8mila spettatori, tuttavia, la maggior parte delle partite non raggiunge tale numero.

Francia. La situazione è abbastanza complicata nella nazione francese motivo per cui le partite sono ancora a porte chiuse, proprio come in Italia.

Quando riapriranno gli stadi in Italia?

Secondo le dichiarazioni del ministro Spadafora, sembra che l’idea sia quella di consentire una riapertura parziale a partire da marzo. Nonostante ciò, tutto dipende dall’evolversi dell’emergenza, motivo per cui non è possibile fare previsioni certe. Già nei mesi scorsi si era parlato di una riapertura entro gennaio, la quale, di fatto, non è mai avvenuta. Per questo motivo, è necessario continuare a monitorare la situazione per capire quando verrà consentito l’ingresso ai tifosi.

Sicuramente, il mondo del calcio senza tifosi allo stadio non è lo stesso e questo si è ormai capito. Nonostante ciò, un’apertura troppo presto potrebbe vanificare gli sforzi dei mesi passati.

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