Tricolori elite di pugilato, Gatti (Pugilistica Lucchese) fuori agli ottavi di finale

Monselesan: "Avversario con più match alle spalle, è mancata soltanto l'esperienza"

Si è conclusa l’avventura di Alessandro Gatti ai campionati italiani élite di pugilato ad Avellino. L’atleta della Pugilistica Lucchese ha pagato la minore esperienza, solo 10 match per lui, e nonostante la buona volontà, il duro allenamento e i sacrifici fatti non è riuscito a superare gli ottavi di finale. Qui si è scontrato con il sardo Jonathan Rubino (48 incontri sul palmares), che è riuscito a portare a casa un match estremamente combattuto grazie ad una maggiore padronanza del ring.

Sin dalla prima ripresa si capisce che non è un avversario come quelli a cui Gatti è abituato. Rubino è un longilineo che boxa in guardia mancina, da lontano, facendo un largo uso del jab per mantenere le distanze attaccando da dove Gatti non lo può raggiungere. Il lucchese non si fa però cogliere impreparato, e nel corso della ripresa continua a difendersi dai colpi del sardo, per poi contrattaccare con decisione. L’avversario però è molto abile a sgusciare via dall’azione e scappare, e Gatti non riesce a tagliargli la strada e mantenere la distanza di combattimento. Al termine della ripresa i colpi a segno da ambe le parti sono molto pochi, ma i giudici apprezzano maggiormente la padronanza del quadrato rispetto ai pugni ben più incisivi mandati a segno dal pugile lucchese.

Nella seconda ripresa si apre con un Rubino meno fuggitivo, che seppur continuando a sottrarsi agli assalti di Gatti ogni volta che ne ha l’occasione, cerca di piazzare meglio i piedi per colpire con più decisione. Ottimo il lavoro di difesa e contrattacco del lucchese, che riesce quasi sempre ad evitare i colpi per poi replicare, senza però riuscire a trovare con continuità il bersaglio, che continua a sfuggirgli.

Ultima ripresa che inizia con la consapevolezza che per contendersi questo match serva qualcosa in più rispetto alle precedenti. Gatti assalta da subito il suo avversario, con combinazioni di colpi che in svariate occasioni riescono a metterlo in difficoltà, costringendolo alle corde. Nel complesso però non cambia il copione rispetto alle altre due riprese. Nonostante la maggiore efficacia delle sue iniziative d’attacco, il pugile lucchese non riesce ad arginare a sufficienza la capacità di elusione di Rubino, che continua a girare sul ring lavorando con i diretti da lontano.

“Questo avversario – ha dichiarato al termine il maestro Giulio Monselesan, che lo ha accompagnato in questa avventura nazionale – avrebbe potuto essere alla portata di Alessandro, ma aveva cinque volte il numero dei suoi match e si è visto che quello che è mancato è stata l’esperienza. Non è riuscito ad adattarsi per contrastare lo stile di pugilato che aveva di fronte, sgusciante e remissivo allo scontro diretto: se fosse riuscito a portare l’incontro sulla corta distanza, forse sarebbe andata diversamente. Ma già essere arrivati qua, con un numero così esiguo di match, è un grande risultato”.

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