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Pugilistica Lucchese, i dirigenti: “Ci serve una palestra solo nostra”

I vertici societari accusano il Comune: "Non ci dà i contributi dovuti"

Nel corso del torneo esordienti c’è stato anche modo di parlare con il segretario della Pugilistica Lucchese Cristian Garofano e il direttore sportivo Maurizio Barsotti, che hanno così avuto modo di fare il punto sulla situazione della società. Si è parlato dell’organizzazione di eventi per il centenario della Pugilistica, della situazione della palestra e dei prossimi impegni sia a livello organizzativo che per i pugili.

Questo è un anno molto particolare: il centenario della società è capitato in coincidenza di un momento difficile, a causa della pandemia. Segretario, come state facendo a continuare ad organizzare questo genere di eventi? 

“Alla base di tutto c’è la passione e la voglia, direttamente proporzionale a quella che ci mettono i nostri ragazzi. Certo la pandemia ci ha tagliato un po’ le gambe, togliendoci la possibilità di mandare avanti il settore giovanile e il settore amatoriale, che sono anche il serbatoio che manda avanti l’attività agonistica. Vorrei cogliere l’occasione per rassicurarli: non ci siamo dimenticati di loro, e appena ci saranno le condizioni per riprendere in sicurezza, faremo ripartire anche questi corsi. Ma le difficoltà vengono anche, e soprattutto, dalle mancanze delle istituzioni, in questo caso il Comune di Lucca, che non ci sta dando i contributi necessari per portare avanti l’organizzazione di eventi di questo tipo. Che non dimentichiamo, sono di interesse nazionale”.

Nonostante la disponibilità della dirigenza dell’Isi Pertini, sono ormai sei anni che la Pugilistica Lucchese non può contare su una vera e propria palestra di pugilato. Cosa prospetta il futuro da questo punto di vista? 

“Innanzitutto è doveroso ringraziare la preside Daniela Venturi e l’istituto Isi Pertini per la gentilezza e la collaborazione. Però per organizzare una manifestazione in questa palestra, possibile solo a porte chiuse, sono necessarie ore di lavoro per montare e smontare il ring. Ci troviamo bene in questa scuola, ma la palestra non è nostra, e questo ci impedisce di dotarla di attrezzi fissi necessari per praticare il pugilato. Nel corso del tempo abbiamo ricevuto tante promesse e tanti discorsi dal Comune di Lucca, che però ad oggi sono rimasti tali, nonostante l’aver portato, anche a nostre spese, soluzioni, idee e progetti. Non abbiamo avuto alcun aiuto da parte delle istituzioni per quanto riguarda gli spazi, e la pandemia è stata un duro colpo, ma continuiamo ad andare avanti”.

Ora una domanda per il direttore sportivo. Cosa è ancora previsto a livello organizzativo e di attività per il centenario? 
“Per quest’anno ci siamo subito attivati, anche per rimediare ad un 2020 che dal punto di vista organizzativo e del numero di incontri combattuti è stato disastroso. Non ci sembrava giusto lasciare fermo anche il settore agonistico, su cui abbiamo investito tanto tempo ed energie. Torneremo ad organizzare nel mese di giugno, con la speranza che ci sia la possibilità di organizzare all’aperto con un po’ di pubblico, che è quello che ci è mancato in queste prime cinque manifestazioni, anche se ci hanno sempre seguito da casa. E abbiamo intenzione di organizzare ancora molte manifestazioni prima della fine del centenario. Dopotutto, la Pugilistica Lucchese ormai è diventata un punto di riferimento per l’attività pugilistica in Toscana.  Nel futuro più prossimo ci saranno altri impegni per i nostri pugili: il 23 aprile a Roma il professionista Marvin Demollari calcherà un palcoscenico molto importante, nel sottoclou del match per il titolo del mondo Ibo; nel prossimo fine settimana abbiamo diversi ragazzi impegnati al prestigioso Trofeo Alberto Mura, e a breve ci saranno i campionati italiani femminili, a cui parteciperanno Noemi Garofano e Miria Rossetti Busa, già campionessa italiana lo scorso anno. L’obbiettivo è quello di tornare ai livelli pre-pandemia, e non fermarci lì”.

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