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Superbonus 110%, la Calcistica popolare Trebesto: “Associazioni sportive bloccate dalla burocrazia”

La denuncia: "Dal Comune di Lucca negato l'accesso alle carte per ottenere i finanziamenti"

“A Lucca la macchina burocratica rende la vita un inferno alle associazioni sportive”. A denunciare il farraginoso meccanismo per ottenere il Superbonus 110% è la Calcistica popolare Trebesto, concessionaria della gestione del campo sportivo di Sorbano del Giudice.

“Circa nove mesi fa abbiamo avviato l’iter per i lavori di ristrutturazione dell’impianto – si legge nella nota dell’associazione sportiva -. A distanza di più di 7 mesi tutto è ancora fermo. Abbiamo perso, oltre al finanziamento, anche l’occasione di sfruttare questo anno di pausa dall’attività sportiva come tempo utile per le ristrutturazioni. Abbiamo anche l’impressione che ci siano altre associazioni sportive che sono passate attraverso lo stesso calvario, per ottenere, alla fine, una non risposta che equivale all’impossibilità di accedere agli incentivi e quindi all’impossibilità di procedere con i lavori di ristrutturazione”.

“Lo Stato italiano ha messo a disposizione delle associazioni che gestiscono un impianto fondi per interventi di ristrutturazione e miglioramento dell’efficienza energetica e la Figc si è adoperata per facilitare la burocrazia – va avanti la Calcistica popolare Trebesto -. Per effettuare questi lavori sono necessarie, però, le planimetrie e le mappe catastali dell’impianto che certifichino lo stato degli stabili e, inoltre, ottenere ‘l’assenso del Comune proprietario’. Abbiamo fatto richiesta protocollata di questi documenti e, dopo essere stati rimbalzati per mesi da un ufficio all’altro, siamo venuti a conoscenza che tali documenti si trovano in un archivio dichiarato inagibile, ovvero l’ex scuola di San Filippo, e che al momento non è possibile prelevarli. Arrivare anche solo a questa risposta è stato un percorso difficile; dall’amministrazione abbiamo ottenuto solo promesse non mantenute e scadenze non rispettate, eppure le alternative c’erano e ci sarebbero ancora”.

“Sarebbe stata sufficiente una dichiarazione di smarrimento delle vecchie planimetrie oppure un prelievo in tempi rapidi (come ci era stato promesso sia dagli uffici che dal sindaco), invece si è voluto togliere la possibilità a noi, come ad altre società sportive, di sfruttare questo periodo di stop forzato per organizzarsi e ripartire con impianti più moderni ed efficienti, tutto ciò a costo zero per l’amministrazione – conclude l’associazione sportiva -. Anche stavolta alle piccole associazioni del territorio è stato negato l’accesso a degli incartamenti, e quando invece si tratta delle grandi speculazioni (come il progetto manifattura tabacchi), l’amministrazione si è sempre mostrata disponibile, quasi servile, nei confronti dei grandi gruppi di potere. Speriamo che questo serva almeno a sbloccare l’iter per noi e tutte le altre società ancora in attesa”.

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