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Lanfri e Coda, nuova impresa sul monte Rosa

Firmata una nuova avventura

Tra fine giugno e inizio luglio hanno messo la firma sull’ultima avventura: hanno attraversato tutto il massiccio del Monte Rosa, da Punta Indren a Cervinia, contando esclusivamente sulle loro capacità. Andrea Lanfri e Massimo Coda sono atleti amputati agli arti, ma non si fermano mai. L’anno scorso hanno portato a termine il progetto Fivepeaks che prevedeva la salita di alcune montagne simboliche: Monte Bianco, Marmolada, Cervino, Gran Paradiso e Monviso. E ora stanno progettando la salita al Kilimangiaro e al Monte Kenia, in Africa, in programma a inizio 2022.

Andrea Lanfri e Massimo Coda, hanno raggiunto con due enormi zaini la Punta Indren, alla base del ghiacciaio, sopra Gressoney, dove partiva la loro avventura in direzione di Cervinia. E’ stata una settimana caratterizzata dal brutto tempo: nuvole e nebbia andavano e venivano insieme a tanta neve fresca.

Insieme in cordata a 8 metri di distanza, Massimo non riesce a vedere Andrea davanti a sé a causa della nebbia. Gps alla mano, passo molto lento per evitare crepacci e seracchi; soltanto al terzo giorno è arrivata la conquista della Capanna Margherita, dopo una lunga e intensa nevicata notturna che aveva cancellato ogni traccia.

Mentre i giorni di ritardo si accumulavano, il programma cambia a causa della neve fresca che rende impraticabile il percorso.

“Ci sarebbe piaciuto salire altre vette – racconta Andrea – ma le condizioni non c’erano, e abbiamo preferito concentrarsi sulla traversata, anche quella incerta nella riuscita”.

Decidono di scendere e attraversare verso il Rifugio Quintino Sella, passando dal Naso del Liskamm, una zona per entrambi nuova, un terreno inesplorato.

“Questa è stata una delle giornate migliori – spiega Massimo – climaticamente e non solo: arrivati facilmente al Rifugio Quintino (una tappa non in programma), siamo stati accolti con grande calore visto che il rifugio è del Cai di Biella, partner del progetto, insieme a banca Sella e al Cai centrale“. L’ultimo giorno ha riservato bel tempo e tante emozioni, tutte positive ma altrettanto intense, fino a Cervinia, tappa conclusiva.

“Siamo stati bravi – racconta Andrea Lanfri – e soprattutto non ci siamo mai persi d’animo. Abbiamo strinto i denti quando serviva e alzato la concentrazione ai massimi livelli per non commettere errori. Ci sarebbe piaciuto salire anche altre vette, ma da questa traversata abbiamo imparato molto. Il bello è il cammino. La cima è solo un punto geografico sulla carta, quello che conta davvero è il viaggio fatto, e la magia è arrivare al traguardo carichi di tutto il percorso che ci si è lasciati alle spalle. La nostra traversata, unica al mondo, l’abbiamo fatta contando esclusivamente sulle nostre forze, un’esperienza forte, in condizioni difficili, che ha messo alla prova non solo la nostra resistenza fisica, ma soprattutto quella mentale. Ad ogni problema abbiamo sempre trovato una soluzione, un po’ come abbiamo fatto con i nostri intoppi personali”.

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