L’amministrazione minaccia di riprendere lo stadio Bardo di Sorbano, Trebesto: “Essere antifascisti, antirazzisti e antisessisti non ha attirato le simpatie del Comune”
La Trebesto prepara una mobilitazione per difendere uno spazio che è parte integrante della loro storia
A rischio lo stadio Bardo per la squadra popolare Trebesto che milita nel campionato di terza categoria di Lucca. Secondo quanto scritto nei canali social della squadra, l’Ac Luccasette con cui avevano ottenuto la concessione dello stadio Bardo, ha deciso di rinunciare prima della scadenza e questa decisione comporterebbe uno sfratto immediato per la Trebesto.

“È arrivata la notizia che l’Ac Luccasette, società con cui nel 2020 la Popolare Trebesto aveva ottenuto la concessione dello Stadio Bardo, ha deciso di rinunciare alla stessa prima della sua scadenza – spiegano dalla Trebesto in post sui canali social -. Secondo l’interpretazione dell’amministrazione comunale, questa decisione comporterebbe automaticamente la decadenza dell’intera concessione con effetto immediato, senza nemmeno poter attendere i sei mesi di preavviso previsti dall’articolo 32. Ci aspettiamo dunque in questi giorni l’arrivo della comunicazione ufficiale che notifica lo sfratto”.
“Quando sei anni fa siamo arrivati al campo – proseguono -, lo Stadio Bardo era uno spazio abbandonato e versava in condizioni disastrose. Lo abbiamo restituito alla città completamente riqualificato grazie ai sacrifici e agli investimenti di tuttə lə nostrə sociə, che ogni giorno lo rendono uno spazio vivo e una ricchezza per il territorio. Se servisse ricordarlo, la Popolare Trebesto si regge infatti completamente sul sostegno dellə sociə e non riceve alcun finanziamento, né pubblico né di sponsor privati.
In questi sei anni la Popolare Trebesto si è fatta carico integralmente di tutte le spese relative all’impianto sportivo, tanto che la stessa Ac Luccasette ha riconosciuto formalmente, tramite Pec, che siamo stati noi gli unici reali gestori e utilizzatori del campo. Di fronte a queste evidenze, il Comune avrebbe tutti gli strumenti per garantire continuità alla gestione, affidandoci direttamente la concessione. Ma non lo fa. Perché? Perché questa non è un’impossibilità tecnica o burocratica: è una precisa scelta politica. Per ottenere la gestione di un impianto sportivo nel Comune di Lucca, pare infatti non importi presentare un progetto serio, investire risorse o lavorare ogni giorno per il territorio: conta molto di più essere nelle grazie dell’amministrazione. Aggiungiamo che per anni abbiamo inviato numerose Pec per programmare interventi di riqualificazione dell’impianto.Non abbiamo mai ricevuto risposta. Oggi, però, ci viene detto che il campo non sarà rimesso a bando proprio perché dovranno essere eseguiti lavori di riqualificazione”.

La Trebesto a questo punto si rivolge direttamente al sindaco Pardini: “Allora qualche domanda sorge spontanea: per meritarsi la concessione di un impianto sportivo nella città di Lucca ha più valore l’impegno e la cura per lo spazio che abbiamo dimostrato in questi anni o appartenere al giusto schieramento politico? Il sindaco Mario Pardini, che all’indomani delle elezioni ha dichiarato di voler essere il sindaco ‘di tutti i cittadini’, cosa ha da dire alle oltre 100 atletə – tra cui l’unica squadra di calcio femminile del Comune di Lucca – che al 3 di agosto non sanno dove potranno allenarsi e disputare il prossimo campionato? Capiamo bene che avere sempre promosso un’idea di sport popolare antirazzista, antifascista e antisessista non ci abbia attirato le simpatie della sua giunta, sindaco. Rimane però un nostro diritto, a un mese dell’inizio dei campionati, avere risposte concrete dalla sua amministrazione.
Intanto, dagli spazi dello stadio comunale si fanno gli auguri a Benito Mussolini, con una sfacciataggine e un’impunità proprie di chi da anni è libero di fare i propri comodi, fra cui imbrattare più e più volte il campo della Trebesto senza che il Comune non ritenesse spendere una parola su questi atti vandalici di matrice fascista”.
“Che sia chiaro – concludono dalla Trebesto -, noi non smetteremo di fare sport, costruire comunità e difendere i nostri valori. Chiediamo e ci aspettiamo una proroga della concessione dello stadio Bardo e siamo prontə a mobilitarci per difendere uno spazio che è ormai parte integrante della nostra storia”.






