“Chiediamo una proroga sulla concessione perché la Trebesto non è solo calcio”: la società vuole restare allo stadio Bardo
La Trebesto fa un appello al sindaco perché si interessi della situazione e la questione non diventi una targhetta politica per la base elettorale dell’assessore allo sport
Più di una semplice struttura: lo Stadio Bardo è il cuore pulsante della Trebesto, ma oggi attorno a quel prato rischiano di chiudersi i cancelli. La risposta dell’assessore non convince infatti la società, che si sente lasciata nel limbo. Dagli spogliatoi arriva la replica di chi scende ogni settimana in campo vestendo quella maglia.
A prendere la parola per la Popolare Trebesto è Marco Baroncelli: “Ci sono stati fatti degli esempi di altri campi che hanno avuto precedenti simile al nostro almeno a detta dell’assessore allo sport (Fabio Barsanti) il primo è il Sant’Anna ma bisogna specificare che il Sant’Anna ha perso il suo secondo campo e ha potuto continuare l’attività sportiva nel suo campo principale. L’altro esempio è Mutigliano che attualmente è in realtà in stato di abbandono e dopo gli atti vandalici che ha ricevuto, richiede lavori ingenti. Quindi non possiamo dire che sono proprio le stesse situazioni che abbiamo noi”.
La società e i suoi soci difendono la loro storia, rappresentata da un campo riqualificato e diventato in questi 6 anni il simbolo della Trebesto. “C’è stato detto che a Sorbano non era possibile fare attività sportiva, perché ci sono dei lavori di riqualificazione da fare – prosegue Baroncelli -. E’ stato però tralasciato che in questi anni noi abbiamo inviato numerose pec al Comune richiedendo di fare questi lavori e non c’è stata data alcuna risposta. Un fatto singolare, perché questi lavori inderogabili riappaiono magicamente quando il Luccasette si sfila dalla concessione e quindi ci chiediamo perché non c’è stato richiesto prima di farli e di migliorare il campo? Secondo noi l’amministrazione sta cercando un modo per allontanarci da questo campo, l’unica soluzione che ci è stata data per ora e non direttamente a noi, ma attraverso una conferenza stampa, la possibilità di fare solamente l’attività sportiva al campo del San Cassiano. Noi non siamo solo un’attività sportiva – precisa -, ma nessuna società anche non come la nostra è solo l’attività sportiva, tutte le attività vivono anche di quello che c’è intorno, l’assessore sembra che consideri una pecca che attorno alla società sportiva si sviluppi una società di relazione, mentre noi riteniamo che questo sia invece un valore aggiunto e anche il nostro valore fondamentale”.
Il legame tra la società e lo stadio Bardo è indissolubile e si chiede l’intervento del Comune e del sindaco per una proroga della concessione, decaduta solo per un cavillo giuridico.
“Il comune potrebbe trovare delle soluzioni per lasciarci il campo o farci una proroga, oppure rimetterlo subito a bando – propongono dalla Trebesto -. Per permetterci di continuare l’attività sportiva e l’attività sociale che abbiamo fatto e continuiamo a fare. Fino ad oggi come interlocutore ci siamo trovati ad avere solo le dichiarazioni dell’assessore allo sport, mentre pensiamo che per evitare che questa situazione diventi una targhetta politica per la base elettorale dell’assessore, tutto debba passare attraverso la voce del sindaco. Noi gli chiediamo di esprimersi sulla situazione, per affermare che la questione sia solo amministrativa e non politica, come a noi sembra essere.”
Ad oggi la società Trebesto non si limita solo all’attività calcistica, ma ha introdotto altri sport come: la pallavolo, il pugilato, il karate e lo yoga.
“Questo spazio – conclude Baroncelli -, è diventato un punto di riferimento sia lucchese che nazionale e nel periodo in cui siamo stati qui, oltre ad aver mantenuto il posto e migliorato la struttura, abbiamo dato spazio ad altre attività sportive come lo yoga, il pugilato, il karate e quindi per noi sarebbe molto difficile andare via, soprattutto così all’improvviso. Quindi chiediamo una proroga sulla concessione che abbiamo e di non essere mandati via così, d’un giorno all’altro”.

