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Giacomo Menchetti conquista le sei stelle delle Major: l’avvocato di Porcari entra nell’élite mondiale della maratona

L’atleta dell’Atletica Porcari ha completato domenica scorsa a Tokyo il prestigioso circuito Abbott World Marathon Majors

Da una corsetta improvvisata durante l’ora di catechismo dei figli a un traguardo che solo pochi runner al mondo possono vantare. Giacomo Menchetti, 53 anni, avvocato di Porcari, ha completato domenica scorsa la Tokyo Marathon, chiudendo così il cerchio delle sei Abbott World Marathon Majors e conquistando la prestigiosa medaglia Six Star Finisher. Un’impresa che lo inserisce in una ristrettissima élite: sono infatti appena un migliaio i runner italiani a essere entrati nella hall of fame delle sei stelle.

Nato nel 1973, sposato con Elena e papà di Alessio, Jacopo e Luce, Menchetti corre orgogliosamente con i colori dell’Atletica Porcari e ha iniziato ad avvicinarsi alla corsa soltanto nel 2016, a 43 anni. “Ho cominciato quasi per scherzo – racconta –. Il sabato, mentre i miei figli erano a catechismo, uscivo a correre con un gruppo di papà. Era un modo per passare il tempo. Poi la passione è esplosa”.

Da quelle uscite informali è nato un percorso inarrestabile: prima le mezze maratone, poi le maratone complete, infine le temutissime ultramaratone, come la Pistoia–Abetone e la leggendaria 100 km del Passatore.

Il suo viaggio verso le sei stelle è iniziato con la London Marathon del 2021 e si è concluso domenica a Tokyo: London (03/10/2021) – 3:14:01; Boston (18/04/2022) – 3:12:04; Berlin (24/09/2023) – 3:14:09; New York (05/11/2023) – 3:27:07; Chicago (13/10/2024) – 3:19:38; Tokyo (01/03/2026) – 3:12:32, la gara decisiva

Tempi che testimoniano una straordinaria costanza e una tenuta atletica di alto livello, costruita nel corso degli anni con dedizione e disciplina.

Un ruolo importante, nel percorso di Menchetti, lo ha avuto anche la famiglia. “Ho sempre cercato di trasformare le maratone in occasioni di viaggio – spiega –. Quando potevano, Elena e i ragazzi venivano con me: mi sostenevano e intanto scoprivamo città meravigliose. È stato un modo per vivere insieme questa avventura”.

Il traguardo di Tokyo rappresenta la conclusione di un progetto lungo quasi un decennio, nato per caso e poi coltivato con una determinazione degna dei grandi maratoneti. “Arrivare fin qui è stato emozionante – aggiunge –. Ogni gara porta con sé una storia, una fatica, un ricordo. Le sei stelle non sono un punto di arrivo, ma parte di un percorso più grande”.

E infatti, nonostante la freschissima impresa, Giacomo Menchetti guarda già avanti. Quali saranno i prossimi obiettivi? L’avvocato di Porcari sorride e, per ora, mantiene il riserbo: “Ce ne sono… ma li svelerò più avanti”.

Una storia quella di Giacomo, che parte da un sabato qualunque e arriva dall’altra parte del mondo, con una medaglia che brilla come poche.