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“Pochi spazi per la nostra attività”, Galaxy Baskin Porcari alza la voce

La presidente Sara Isola punta il dito contro l'amministrazione: "Dalle istituzioni ci è stato riservato un silenzio imbarazzante"

“Vuoi il mio turno di allenamento? Prendi il mio handicap!” È quanto afferma Sara Isola, presidente della Associazione sportiva dilettantistica Galaxy Baskin di Porcari che, dal 2012 opera sul territorio porcarese.

Isola spiega: “Ci verrebbe da parafrasare così, uno slogan utilizzato da alcuni anni anche dal Comune di Porcari, per dissuadere dall’utilizzo improprio degli stalli riservati ai disabili. Purtroppo i nostri appelli all’amministrazione comunale affinché ci concedesse maggiori spazi per la pratica della nostra disciplina sportiva sono rimasti ad oggi, tutti inascoltati. Il baskin – spiega il presidente – è uno sport che come è facile intuire dal nome, si ispira al basket ma ha caratteristiche particolari ed innovative. Esso è stato pensato per permettere a persone normodotate e persone disabili, di giocare nella stessa squadra (composta sia da ragazzi che da ragazze). In pratica il baskin, permette la partecipazione attiva di giocatori con qualsiasi tipo di disabilità (fisiche e/o mentale) che consenta il tiro in un canestro. Oltre all’innegabile qualità inclusiva che è caratteristica fondante di questo sport, anche i ragazzi normodotati beneficiano di questo percorso, in quanto imparano ad inserirsi e ad organizzare un gruppo che conta al suo interno gradi di disabilità differenti. Riguardo agli atleti disabili dopo quasi 10 anni di attività possiamo affermare che i risultati raggiunti sono considerevoli: è aumentata infatti la fiducia in se stessi, la capacità di coniugare il sacrificio al piacere e riscontriamo come siano cresciute al contempo, le abilità psicomotorie e quelle di interazione con i ragazzi e con gli adulti”

Isola continua: “Per quanto riguarda la nostra realtà locale, possiamo orgogliosamente affermare di aver raggiunto risultati che all’inizio erano difficilmente sperabili. Oggi siamo un’associazione sportiva che conta 44 atleti iscritti ed è importante ricordare che di questi, oltre la metà presentano disabilità di vario grado. Il nostro organico si completa con la presenza di due allenatrici, cinque tutor ed un consiglio direttivo formato da sette dirigenti. Ne consegue che la nostra associazione coinvolge oggi, circa 50 famiglie del territorio e data la sempre maggiore attenzione al tema, i numeri sono in costante crescita”.

Eppure, continua il presidente Isola “ci spiace osservare come questa attenzione non ci sia riservata dall’amministrazione di Porcari. Come ogni anno dal 2018 ad oggi anche nel 2021 nel mese di aprile abbiamo protocollato in Comune l’ennesima richiesta affinché ci fosse concesso un secondo turno settimanale oltre a quello tradizionale del sabato pomeriggio, divenuto spazio insufficiente a soddisfare le esigenze dettata dai nostri numeri. Con grande rammarico, come dicevo in premessa, dopo oltre sei mesi di attesa, siamo costretti a prendere atto che le nostre istanze, che reputavamo legittime, non hanno ricevuto la minima attenzione da parte dell’amministrazione comunale. Venti giorni fa, abbiamo protocollato una ulteriore richiesta di incontro con sindaco e assessore competente ricevendo in cambio una rapida risposta telefonica con vaghe promesse di approfondimento del tema. Con il campionato alle porte e dopo aver dovuto annullare la nostra partecipazione al Torneo della Ripartenza 2021 in programma per i mesi di novembre e dicembre, di livello nazionale, siamo veramente delusi e sconcertati dall’imbarazzante silenzio riservatoci dalle istituzioni di Porcari. Non sappiamo come spiegare la situazione ai nostri atleti dopo che già siamo stati costretti a dividerli in due gruppi con turni di allenamento quindicinali causando loro un rallentamento nelle capacità di apprendimento e crescita e costringendoli anche ad una improvvisa interruzione di molte relazioni interpersonali così importanti negli equilibri di uno sport di squadra come il baskin. Allenarsi in queste condizioni diventa veramente difficile, se non addirittura impossibile. Provate soltanto ad immaginare cosa significa la contemporanea presenza sul medesimo rettangolo di gioco da basket, di oltre 40 persone, delle quali oltre la metà con disabilità fisiche e mentali”.

“Avremmo sperato – conclude il presidente Isola – data l’importante funzione inclusiva della nostra disciplina sportiva, in una maggiore comprensione delle nostre esigenze. In fondo chiedevamo soltanto due ore di spazio settimanale in più, da poter regalare ai nostri ragazzi, ma abbiamo ricevuto soltanto silenzio ed indifferenza”.

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