Dal Mondiale per Club al lavoro con i giovani, fino all’Italia del 2006: grande successo per il Talk con Collina, Baldini e Castellacci
Gli aneddoti, i ricorsi storici e le opinioni di tre figure di spicco del calcio italiano che hanno intrattenuto il pubblico di Piazza Napoleone
Quasi tutto esaurito in Piazza Napoleone per l’incontro a ingresso gratuito che ha visto protagonisti Pierluigi Collina, ex arbitro e oggi presidente della Commissione Arbitrale della Fifa, Silvio Baldini, allenatore e potenziale prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana Under 21, e Enrico Castellacci, responsabile medico dell’Italia campione del mondo nel 2006; guidati dal giornalista Alessandro Alciato.
Evento che fa parte dei cinque appuntamenti della seconda edizione dei Talk del Lucca Summer Festival. Questo è stato il quarto meeting della serie che si chiuderà venerdì sera (18 luglio) con Marco Travaglio e il suo spettacolo – a pagamento – I migliori danni della nostra vita.
Una serata di calcio davanti ad un pubblico partecipe, interessato e divertito. Tra questi anche il sindaco di Lucca, Mario Pardini, l’assessore ai lavori pubblici, Nicola Buchignani, il patron del Lucca Summer Festival, Mimmo D’Alessandro, e una numerosa delegazione della Sezione dell’Associazione Italiana Arbitri di Lucca, capitanata dal presidente Antonio Ruffo.
Uno scambio di pensieri, pareri, aneddoti ed opinioni partendo dagli input di Alciato. Ha iniziato il dialogo Collina entrando nel merito di quella che è stata l’appena conclusa prima edizione del Mondiale per Club. Il presidente della Commissione Arbitrale della Fifa ci ha tenuto a sottolineare quella che è stata la bellezza – dal suo punto di vista – del grande evento tenutosi in America e della grande partecipazione dei tifosi con “45mila spettatori in media a partita”. Si è soffermato poi “sull’inaspettata” competitività della competizione, che ha visto arrivare alle fasi finali anche compagini sudamericane e saudite e non solo europee. Secondo il dirigente della federazione calcistica internazionale è stata “una bella risposta a chi era scettico”.
Durante la nuova competizione per club sono state sperimentate le microcamere sui direttori di gara: in partica gli arbitri avevano sul proprio auricolare un piccolo dispositivo che serviva a registrare le immagini in tempo reale. Una scelta – ha spiegato Collina – fatta per offrire una nuova esperienza visiva allo spettatore, ma che è servita anche agli uomini in giallo per rivedere le loro decisioni. Un mezzo tecnologico, però, molto costoso e solo una competizione del genere ha potuto renderlo realtà. Una sperimentazione che – a detta del presidente della Commissione Arbitrale della Fifa – è andata molto bene. Inoltre, ha annunciato che dal prossimo anno in Serie C sarà presente il Football Video Support, un dispositivo simile al Var ma con costi ridotti.
Collina ha parlato poi dell’importanza della prevenzione degli infortuni ed è passato, in seguito, ad un aneddoto riguardo la sua calvizie precoce, che avrebbe potuto limitarlo nella sua carriera.
L’intervento dell’ex direttore di gara si è concluso con l’auspicio che possa ridursi il gap tra gli arbitri e le arbitre e che si possa così arrivare un giorno a far guidare una gara di finale Mondiale maschile ad una direttrice donna.

Baldini, invece, ha sottolineato poi l’importanza del lavoro con giovani, che più che sul terreno di gioco parte dal lato umano. Tanto che ad un certo punto l’allenatore afferma: “non mi sento me stesso, mi trovo in difficoltà su questo palco”. Perché per lui raccontare la sua carriera e il suo percorso in questo sport è superfluo, perché “il calcio viene dopo, contano le emozioni e la famiglia“.
Il tecnico emozionato ci ha tenuto a raccontare cosa gli ha detto la moglie prima della finale di ritorno dei playoff di Serie C tra il suo Pescara e la Ternana: “Per me hai sempre vinto, stai tranquillo qualunque cosa succeda”. Perché anche lei sa bene che per Silvio il calcio è emozioni e che gli ha permesso di trovare se stesso.
“Il calcio é fatto di troppe cose che io contesto – afferma il mister -. Non tolgo curiosità sulla mia carriera perché prima ci sono altre cose. Il calcio è l’ultima cosa che conta, contano le emozioni”
Baldini ha ripercorso la sua infanzia e ciò che lo ha reso l’uomo che è oggi. “Sono cresciuto in un ambiente difficile. Da piccolo aspiravo a fare il pastore, perché era libero, senza vincoli e senza padroni e viveva alla giornata, andando dietro alle capre. Grazie a mia nonna e mia mamma sono andato avanti negli studi e poi ho capito dopo a cosa mi è servito il calcio: a conoscere meglio me stesso e far stare meglio le persone attorno a me“.
Il tecnico 66enne voleva lasciare il Pescara a inizio stagione perché “mancavano i valori umani”, ma il figlio gli ha fatto cambiare idea. “Mia figlia ha 28 anni ed Valentina è disabile. Mio figlio ha 34 anni e mi ha detto rimani a Pescara e guarda i giocatori con quell’amore con cui guardi Valentina. Lui ha capito che noi possiamo sfidare il mondo e superare tutti gli ostacoli. Questo mi gratifica“.
Infine, il coach ha ricordato di quando ha allenato la Carrarese gratis. “Perché erano sei anni che non allenavo. Mi ero preso una pausa perché non capivo il fatto che tutto nel calcio veniva fatto a scopo di lucro. Sono andato quindi alla Carrarese all’unica condizione che nessuno mi poteva esonerare e dirmi niente, se mi avessero licenziato c’era una clausola che prevedeva una penale di 500mila euro. Cercavo di far vivere ai ragazzi lo spogliatoio come qualcosa di sacro con immagini e frasi importanti. Non è stato facile, ma siamo arrivati in semifinale playoff e abbiamo perso al 119′ minuto a Bari”.

Castellacci, successivamente, ci ha tenuto inizialmente a salutare la sua città, da buon lucchese. L’ex medico sociale della Nazionale Italiana di calcio ha ricordato con piacere l’esperienza del Mondiale 2006, ha espresso tutto il suo dispiacere e la sua vicinanza per l’esonero da commissario tecnico di Luciano Spalletti e ha voluto parlare con piacere del nuovo selezionatore azzurro, Gennaro Gattuso, che conosce bene e del quale ha affermato convintamente che potrà fare buone cose.
“Gattuso è sempre stato se stesso – afferma Castellacci – non é dice mai falsità nel bene o nel male. É sempre stato così. Era duro, forte, un vero uomo spogliatoio. Lui nel 2006 partecipa al Mondiale, ma sembrava che non dovesse esserci: la sera prima della partenza aveva una gamba enorme, gonfia dovuta ad una ginocchiata violenta in allenamento. Abbiamo scoperto poi che aveva subito una lesione di 13 centimetri. Non lo avremmo dovuto portare quindi, c’era il tempo per cambiarlo con un giocatore idoneo ma era Gattuso e non è come gli altri. Per me dovevamo lasciarlo a casa, ma se c’è un giocatore che miracolosamente avrebbe potuto recuperare questo era lui. Ha lavorato dodici ore al giorno, ha fatto di tutto pur di esserci ed ha saltato una sola partita. Questo é Gattuso: ha una forza incredibile“.
L’ex responsabile medico della compagine di rappresentanza calcistica del nostro Paese si è soffermato poi sulla vita che vivono i calciatori di alto livello. “Spesso in questo sport si vive una realtà che non è vera: molti giocatori non si rendono conto di quale sia la vita reale, perché i a certi livelli hanno qualunque servizio, dall’essere cucinati fino al rinnovo del passaporto, loro non devono occuparsi di niente da soli e quindi chi smette si ritira vuole comunque rimanere nel calcio”.

Dopo un’ora circa di chiacchera, hanno calato il sipario all’incontro, infine, il sindaco Pardini e l’organizzatore D’Alessandro.
Foto da profilo Facebook Lucca Summer Festival


