Lucchese, cresce l’affiatamento. Mister Pirozzi: “Stiamo diventando sempre più squadra”
L’allenatore rossonero dall’alto delle sue 670 panchine: “L’asticella la metto al 14 settembre”. Pupeschi: “Ritiro lungo? Era necessario”
C’è soddisfazione alla fine del test per la Lucchese. Una vittoria, certo, ma soprattutto buone indicazioni sull’affiatamento del gruppo. E nessun infortunio nonostante il campo pesante.
“I ragazzi stanno bene – dice mister Pirozzi – Stiamo facendo mattina e pomeriggio dal 3 agosto. Gli allenamenti si sentono e quello che mi interessava era che non si facesse male nessuno. Questa è l’ultima partita su questo terreno, perché poi il 23 c’è l’amichevole a Prato. Dal ritiro mi porto dietro la disponibilità della società, dei ragazzi. Stiamo diventando sempre più squadra: è chiaro che dobbiamo alzare l’asticella, evitare, come è successo oggi, sul campo pesante di giocare palla a terra e indietro. Magari la tiri su e, come diceva il buon Mazzone, ci pensa Gesù”:
“Ecco, questo è stato l’errore sul gol subito – spiega Pirozzi – L’avevo detto alla fine del primo tempo viste le condizioni del terreno di gioco. Lì siamo stati un po’ incerti. È la seconda volta che capita e non dovrà capitare, al di là del valore dell’avversario. Anzi, colgo l’occasione di dire che la squadra affrontata oggi è una bella squadra, tosta e allenata bene”.
“Cosa ci metto di mio in questa squadra? – dice Pirozzi – Le 670 panchine che, se leviamo gli anni nefasti del terremoto ad Amatrice, sarebbero state tante e tante di più. Però io dovevo allenare la mia comunità per cui l’esperienza, quello che serve per cercare di trasmettere un’identità a questa squadra c’è. Oggi posso dire che dopo tre amichevoli questa non sembra una squadra che si è ritrovata per la prima volta il 3 di agosto. È chiaro che dobbiamo migliorare tanto tanto tanto per arrivare. Io la mia asticella la metto al 14: alla prima di campionato voglio tutti rodati e in condizione, non dimenticando però che il 31 abbiamo la prima di Coppa Italia contro una squadra che è rimasta quasi la stessa, per cui con identità ben precisa. Sabato dopo la partita col Prato avrò un’idea ancora più precisa su quello che potrà e dovrà fare questa squadra”.
Dopo la gara parla anche il difensore Pupeschi: “Oggi sul campo è venuto giù il mondo – dice – Ma anche se fosse stato bel tempo è un campo dove a volte il pallone batte male. Sarebbe quindi sempre meglio evitare di uscire palla al piede, ma se non lo fai negli amichevoli, penso che non puoi iniziare a farlo solo in campionato. Ma il gol loro è arrivato proprio da un retropassaggio quando la palla non scorreva”.
“Però tutto sommato – spiega – credo che la buona volontà e l’impegno ci sia stato, anche senza mai togliere la gamba, senza risparmiarci, sia chi ha iniziato sia chi è entrato dopo. Quello che abbiamo fatto è stato un ritiro lungo e penso che ce ne fosse bisogno, soprattutto avendo una squadra completamente nuova era necessario fare una cosa di questo tipo. Sicuramente ci è servito per migliorare l’aspetto fisico e atletico di tutti, chi partiva più avvantaggiato e chi meno. Credo che il gruppo si sia conosciuto, anche se altri acquisti sono arrivati negli ultimi giorni. Però più siamo in campo e più prendiamo confidenza con gli altri”.


