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Pirozzi: “Sono contento per questa città. Adesso dobbiamo festeggiare”

“Adesso le ultime due di campionato e poi la ‘Superfinale’ ad Agliana il 29 aprile”, rivela il tecnico della Lucchese

Sergio Pirozzi, allenatore della Lucchese Calcio, ha commentato la vittoria (2-0) contro il Fratres Perignano e la vittoria del girone A di Eccellenza Toscana.

“In un calcio con i campionati spezzatino, con le trasferte vietate, si è cercato in tutti i modi distruggere l’immaginazione. Vedere tanti bimbi e tanti giovani oggi è una cosa bella. Questa è una tifoseria che ha sofferto tanto – afferma Pirozzi -, sono contento per loro. Sono contento per tutti quelli che ci sono stati dall’inizio e quelli che pian piano hanno iniziato a seguirci. Sono felice per Fracassi, per Flammia e per tutto lo staff. Penso che oggi tutti dovremmo goderci questa felicità. Quando c’è una bella cosa devi essere molto, ma molto felice. Sono contento per questa città. In conferenza all’inizio dissi io non sono un bischero, perché avevo un sogno“.

“È bello che la curva abbia apprezzato il mio lavoro. È una bella cosa. Sono arrivato qui che non tutti mi conoscevano. Ho vinto in D, mi sono salvato in C, ma penso che insieme a quello del Rieti questo sia il più bel campionato che ho fatto. Mi sono legato a questa città, a questa terra che mi ha fatto stare bene e quindi oggi vi ringrazio“.

“Adesso abbiamo altre due partite. Vorrei essere una di quelle squadre imbattute. Poi il 29 aprile facciamo la Superfinale con la vincente del girone B, la Rondinella, in campo neutro ad Agliana”.

“Faccio due dediche: a mio figlio, che mi ha scritto un messaggio Grande Boss. Ti voglio bene, te lo meriti. A mia figlia e a questa città che ha sofferto tanto. E poi a tutti quegli amici che non mi hanno mai abbandonato e a tutti coloro che lavorano attorno alla Lucchese e non si vedono. E alla dirigenza, al presidente che è sempre stato vicino a questa squadra. Senza un presidente presente non si vince”.

Continuerà ad allenare la Lucchese? “Io sto bene a Lucca, ho firmato un biennale”.

“Amo le città a dimensione d’uomo come Lucca – conclude Pirozzi -, che hanno un identità e i cittadini sono orgogliosi di essere lucchesi”.