Favarin verso lo spareggio per sognare la D: “La mia Ilvamaddalena pronta per il Viareggio”
Tanti gol e un’identità consegnata alla squadra in sole 12 gare in panchina. Nel motore 4 argentini e 2 brasiliani: “Giocatori di carattere”
Giancarlo Favarin e Lorenzo Fiale, futuri avversari nella doppia semifinale playoff interregionale di Eccellenza, si sono impossessati delle loro squadre quasi in maniera contemporanea. Se vogliamo cercare il pelo nell’uovo, Lorenzo Fiale ha preceduto di 48 ore il collega pisano.
Il tecnico del Viareggio è diventato allenatore delle zebre il 9 febbraio dopo l’esonero di Walter Vangioni arrivato dopo il pareggio in casa della Larcianese. Favarin l’11 febbraio è subentrato sulla panchina dei sardi dell’Ilvamaddalena a Sandro Acciaro, che ha rassegnato le dimissioni per motivi di salute.
Mister Favarin, come è arrivata la chiamata da parte dei sardi?
Ad inizio stagione ero tornato ad allenare l’Olbia, penso che questo abbia inciso sulla scelta da parte dei dirigenti dell’Ilvamaddalena
Che squadra aveva ereditato dal suo arrivo?
Ho portato alcune modifiche passando dal 4-3-3 al 4-3-1-2 secondo me è un sistema più adatto alle caratteristiche dei miei ragazzi
Tecnico vincente con 7 campionati vinti in bacheca ma che da anni non allenava più l’Eccellenza
Sì. L’ultima volta che avevo preso parte a questo campionato era nel 1995-96 e vinsi i playoff sulla panchina dell’Aglianese
Quali obbiettivi si è posta la sua società?
Lottare per vincere. Dopo la sconfitta all’esordio nella gara con l’Atletico Uri per 2-1 abbiamo dato vita ad una lunga rincorsa nei confronti dell’Ossese vincendone 7 e perdendone 3 però ci siamo imbattuti in una squadra che non ha mai perso. Che cosa gli vuoi dire…
La stessa cosa che è capitata qui da noi con la Lucchese che ha perso quando aveva già tagliato il traguardo da imbattuta. Ha seguito le vicende di casa nostra
Più che altro ho seguito la Lucchese e credetemi che non è facile per niente vincere l’Eccellenza come hanno fatto loro. Non c’è nulla di scontato, faccio i complimenti alla società alla squadra e ai tifosi. Specialmente a questi ultimi che negli ultimi anni le hanno viste di tutti i colori. Gli avversari quando si trovano un avversario così blasonato moltiplicano le forze. Bisogna considerare che Viareggio, Zenith Prato e Belvedere erano avversarie attrezzate.
Sapeva che avrebbe potuto incrociare ai playoff il Viareggio?
Abbiamo iniziato a concentrasi sul Viareggio da domenica 10 maggio, ovvero dopo aver vinto la finale di ritorno con il Tempio per 3-0, prima dovevamo pensare alla doppia sfida di semifinale
Quali idee si è fatto del Viareggio
Il nostro match analyst ci ha fatto vedere le loro capacità. È una squadra ben assortita con giocatori di gamba, esperti. Penso che Fiale abbia dato loro la consapevolezza di essere forti
Il loro reparto più pericoloso?
Penso sia l’attacco con Pegollo e Gabrielli e il ragazzo, Tieu Kapieu. Qui ci sono giocatori anche sopra la categoria e con ricambi che possono valere come i titolari. L’impressione è che forse prima si appoggiavano sui singolo ora si muovono più da squadra
In queste 12 partite in cui ha allenato l’Ilvamaddalena qual è l’aspetto che più la conforta?
Abbiamo segnato sessanta gol, riusciamo a trovare le soluzioni
È più contento di giocare la prima in Toscana o preferiva iniziare sull’isola?
In 180 minuti per noi questo è un piccolo vantaggio. Noi non siamo una squadra che è capace di lucrare sul risultato. L’ultimo pareggio lo abbiamo fatto l’8 febbraio. In casa del Tempio in casa di una squadra tosta non ci siamo fatti trovare impreparati
Quali sono gli elementi di spicco della sua squadra.
L’attaccante Caio De Cenco e l’altro brasiliano l’esterno d’attacco sinistro Piassi, che ha vinto quattro campionati consecutivi, il centrocampista croato Vrdoljak, il portiere ex Arzachena Rutzittu che avevo affrontato da avversario a Lucca.
Si riesce a far convivere 4 argentini e 2 brasiliani?
Sono giocatori di carattere che tendono a giocare ma se devono mettere la gamba non si tirano indietro
Voi e il Viareggio due squadre tutt’altro che speculari
Vediamo cosa succede
Per arrivare alla Serie D occorrerà poi attendere la vincente tra i perugini della Pietralunghese e la Fermana
Non corriamo troppo. L’Ilvamaddalena 1903, il club più antico di tutta la Sardegna deve pensare ad una partita per volta. Intanto pensiamo alla gara d’andata
Giancarlo Favarin è troppo esperto per guardare oltre i primi 90 minuti di gioco.


