Strage di Sant’Anna di Stazzema, da Mattarella un messaggio contro tutte le guerre
Il presidente della Repubblica: “Fare memoria, oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnova”
In occasione dell’anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un accorato messaggio per ricordare le vittime dell’eccidio e richiamare l’attenzione sui valori fondanti della democrazia e della pace. Il capo dello Stato ha sottolineato il valore della memoria storica in un contesto internazionale segnato dal riaffiorare dei conflitti.
Nel suo intervento, Mattarella si è soffermato sulla recrudescenza dei contrasti su scala globale. “Le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite. Sono più che mai preziose le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori. Sono capaci di respingere violenza, odio, il disprezzo per il rispetto del pluralismo, dell’identità delle persone”.
Il presidente ha poi evidenziato come il ricordo del passato rappresenti una risorsa viva per le giovani generazioni e per la tenuta istituzionale del paese. “Fare memoria, oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnova. La vittoria sul nazifascismo aprì la strada della rinascita. Ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte. I loro presupposti etici, le ragioni di impegno, vanno rinnovati e rinsaldati”
Nel rievocare il dramma vissuto dalle popolazioni locali durante il secondo conflitto mondiale, il capo dello Stato ha definito l’eccidio come uno dei momenti più bui della storia recente. “La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti – donne, anziani, bambini – uccisi senza alcuna pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiandFare memoria, oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnovao e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità. In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica. Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento”.
L’intervento si conclude con un tributo alla capacità di reazione dimostrata dalla comunità versiliese e dal popolo italiano nel secondo dopoguerra. “La comunità di Stazzema, dopo il dolore, è stata capace di ritrovare fiducia, con l’Italia e l’Europa che hanno riscattato con la pace, la libertà, la democrazia, con i diritti eguali e universali, con la progressiva integrazione, quanto di più terribile la storia aveva prodotto“.


