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La Lucchese 1905 non esiste più come società attiva e adesso cosa succede?

Il futuro del club rossonero è ancora tutto da scrivere, ma quel che è certo è che dopo sei anni tornerà tra i dilettanti

Il curatore fallimentare Carlo Del Prete ha confermato che la Lucchese 1905 non esiste più come società attiva. “Nessuno ha avanzato richieste per rilevare il club – afferma Del Prete -. Dunque ho chiesto al giudice di interrompere l’esercizio provvisorio, provvedimento che è arrivato il 29 maggio scorso”.

La salvezza sul campo in serie C all’ultimo minuto della finale di ritorno dei playout grazie alla rete di Badje è stata del tutto vanificata. Tutti gli sforzi dei calciatori, di mister Giorgio Gorgone, del suo staff, del ds Claudio Ferrarese e di chi è stato vicino alla squadra in questa difficile annata sono stati inutili. Dopo sei anni, la compagine rossonera ripartirà nuovamente dal dilettantismo.

Niente documenti presentati per l’iscrizione in serie C, ma era scontato. Ma allora quali sono gli scenari per il futuro?

Affida srl, che sembrava l’unico vero piano per salvare la Lucchese ed iscriverla entro il termine (domani, 6 giugno, a mezzanotte) al prossimo campionato di C, si è poi tirata indietro rilevando che lo sforzo economico sarebbe stato superiore a quanto preventivato. Il curatore fallimentare ha spiegato che “al netto della fideiussione di Bulgarella, ci volevano due milioni di euro a cui si sarebbero dovuti aggiungere circa 200mila euro per l’asta”.

Avranno pesato inoltre i 14 punti di penalizzazione, inflitti dal Tribunale Federale Nazionale, da scontare alla prima stagione utile.

Adesso fuori dal rettangolo verde il prossimo passo sarà quello di “recuperare i crediti della società in Lega – spiega Del Prete -, verso le altre squadre e gli sponsor e proseguire con lo stato passivo, la cui udienza è fissata al 9 settembre prossimo”.

I giocatori della rosa 2024/25 della Pantera hanno salutato via social. Si sono esposti Andrea Gasbarro, Simone Magnaghi e Edoardo Antoni.

“Inizio col dirvi grazie ragazzi, siete stati dei compagni splendidi – afferma Gasbarro – e sono felice di aver fatto questo viaggio con voi. Grazie allo staff, grazie a tutti i dipendenti ed ai lavoratori dietro le quinte che, come noi, non hanno mai mollato e ci hanno sempre creduto. Credo che per capire certe situazioni dobbiamo davvero viverle. Nonostante tutte le difficoltà che han creato a noi, e alle nostre famiglie, siamo andati oltre credendo che, forse, poi, una giustizia ci sarebbe stata. Essere arrivati fino alla fine, chiuderla in questo modo e poi vedere che non è servito a niente fa male anche se credo nessuno di noi ci abbia mai creduto davvero. È stato un anno pesante, prese per il culo continue, uno schifo più totale, però non voglio dilungarmi su questo, il niente rimane niente. Noi abbiamo scritto una bella pagina di storia che verrà ricordata e spero tanto che non debba più succedere in futuro”.

“Ci sono annate che non si possono spiegare. Ci sono istanti – prosegue Magnaghi – che rimangono indelebili nel corso del tempo ed emozioni che continueremo a raccontare anche quando saranno solo ricordi. Siamo stati un gruppo che, nelle difficoltà, ha saputo forgiare la propria identità. Insieme, passo dopo passo, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Così oggi, sento il bisogno di salutare calorosamente tutte le persone con cui ho condiviso questo cammino. Abbiamo vissuto momenti indimenticabili, belli e difficili, ma sempre autentici e formativi. Per me è arrivato il momento di voltare pagina e iniziare un nuovo capitolo. Un abbraccio forte a Lucca e ai suoi tifosi”.

“Pensavo che tutte le belle storie finissero sempre bene – dice Antoni -, ma quest’anno ho capito che non è sempre così. È stato un anno pieno di promesse, parole, speranze… parole che ci hanno fatto credere fino all’ultimo in qualcosa che, forse, non era davvero possibile. Eppure, nonostante tutto, mi sento fortunato. Perché ho vissuto questa stagione con persone vere, con uomini che mi hanno fatto crescere, sia in campo che fuori. Uomini che ci hanno creduto fino all’ultimo secondo, che non si sono mai tirati indietro, e che hanno affrontato ogni momento difficile con dignità, uscendone sempre a testa alta. Giocare qui, dove sono nato, dove tutto è iniziato, ha reso tutto più intenso. Non è stato perfetto, ma è stato vero. E per me, questo vale più di qualsiasi lieto fine”.

Francesco Fedato, invece, in un’intervista ha sottolineato l’atmosfera dell’ultima gara al Porta Elisa, l’attaccamento alla maglia e l’amarezza per quello che è successo dopo.

Per la Lucchese si prospetta quindi la ripartenza dai dilettanti, ma da quale categoria? Se la squadra rossonera dovesse ripartire dall’Eccellenza – come successe nella stagione 2011/12 – servirebbe un assegno circolare da 100mila euro per l’iscrizione in soprannumero e 200mila euro per la tassa di iscrizione. Il problema è che al momento la situazione è ferma e non ci risultano novità. Per ripartire però dal massimo campionato dilettantistico c’è ancora un pò di tempo: potrà iscriversi entro il 22 luglio.