Ghiviborgo a Lucca, parla il ds Pacitto: “Non è vero che non abbiamo nulla da perdere”

Il dirigente a 360 prima della sfida alla Lucchese: "Ogni partita ha una storia a sè"

La sfida del Porta Elisa con il Ghiviborgo, sarà un testacoda di giornata. A differenze dei derby con le versiliesi Seravezza Pozzi e Real Forte Querceta, scontri che racchiudono il sapore del’alta classifica, questa gara con la squadra della Media Valle metterà a confronto la seconda forza del campionato con il complesso che occupa l’ultimo posto della classifica.

Con il direttore sportivo Luca Pacitto abbiamo provato ad analizzare il Ghiviborgo a 360 gradi. 

“E’ difficile commentare questo andamento di campionato – dice il ds – Le prime gare avevano auspicato un campionato differente. Domenica ci sarà da soffrire. Io ho sempre sostenuto che il Prato e la Lucchese sono le squadre più forti del girone. Hanno giocatori importanti penso a Iadaresta e Benassi, che con noi non ci sarà per squalifica. Compensa la nostra assenza di Fomov. È una partita difficile. Per noi affrontare la Lucchese è un motivo d’orgoglio. Per la caratura, per il blasone. Cercheremo di giocare la gara al meglio delle nostre forze”.

Avete conquistato 13 punti nelle prime 6 giornate, poi ne avete raccolti 4 nelle successive 14. C’è una spiegazione?

“Abbiamo analizzato partita per partita. Solo le sconfitte con Prato e Savona sono state nette, nelle altre gare non abbiamo demeritato. Anche gli episodi c’hanno girato a sfavore, si sono stati anche arbitraggi discutibili. Ma non voglio attaccarmi a questo. La nostra classifica parla chiaro”.

Arrivate a Lucca con 4 sconfitte consecutive sulle spalle… 

“Le ultime tre sconfitte sono state causate da nostre disattenzioni. Ma noi sapevamo che in questo campionato potevamo soffrire”.

Questa convinzione era frutto di che cosa?

“Dal fatto che ogni anno cambi gran parte della rosa”.

Perché si arriva a questo?

“Devi fare i conti con il budget che hai. Ci sono ragazzi che ti chiedono di andare via perché hanno delle richieste. In sede di mercato devi fare delle scelte. Io dico sempre che finché c’è vita c’è speranza”.

Domenica non avete nulla da perdere. 

No. Non sono d’accordo. Questo è un campionato in cui tutte le gare sono difficili. Lucchese e Prato hanno perso con le ultime della classe. La Lucchese in casa dal Borgosesia, il Prato era caduto per mano del Ligorna. Qui ogni partita ha una storia a sé. Andiamo a Lucca per giocarcela con il giusto atteggiamento. Spesso abbiamo pagato per disattenzioni individuali”.

Questo è un girone dove regna l’equilibrio. In fondo alla classifica ci sono 6 squadre in 4 punti. 

Alla salvezza si può arrivare in tante maniere. Può essere raggiunta anche attraverso i playout. Qui sarà importante come c’arrivi. Noi cerchiamo di recuperare pienamente Fioretti che è l’unica vera prima punta che abbiamo. In attacco giochiamo con Nezha e Nottoli che sono due seconde punte. Altri giocatori esperti in attacco non ci sono”.

Quando pensate di recuperare Daniele Fioretti. 

“Non è ancora pronto al cento per cento ma è in fase di guarigione”.

Dopo la gara che ha inaugurato il 2020 avete esonerato Fanani. Forse non era il caso di cambiare prima della pausa natalizia? Chi subentrava alla guida avrebbe avuto più tempo. 

“Fanani ha lavorato bene. La fine del rapporto è stata una scelta consensuale. Faccio fatica a dire se era meglio farlo prima o dopo. È troppo facile parlare con il senno di poi”.

Cosa è cambiato con Lavezzini. 

“In termini di risultati nulla. È servito per dare una scossa. Si è creata un atmosfera diversa. Per come si pone. Ogni allenatore ha il suo modo. È un tecnico di grande esperienza. Vediamo in quali condizioni lo scorso anno prese l’Albissola portandola poi alla salvezza. Quando ti affidi ad un tecnico come lui, la squadra e la società deve sposare il suo progetto”.

Chi toglierebbe alla Lucchese?

Intanto è importante che Benassi non ci sia. Ce ne sarebbero tanti da togliere. Cruciani è un giocatore che sta facendo una grande stagione, ci sono giovani come Fazzi e Panati. Un giocatore che noi volevamo prendere. Poi possono contare sull’esperienza di Tarantino. Matteo Nolè un ex noi abbiamo avuto modo di apprezzarlo. Un giocatore non da poco, un grande capitano sempre presente”.

Il termometro del vostro spogliatoio?

“La squadra ha lavorato intensamente. Ci siamo”.

Quale dovrà essere il marchio di fabbrica del Ghiviborgo domenica a Lucca?

“Dovremo essere un gruppo, dovremo essere aggressivi ed avere gamba. È una gara difficile. Dovremo uscire dal campo sapendo di aver dato tutto”.

Poi tirerà alle somme. Non conta come si arriva al traguardo, l’importante è tagliarlo.

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