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Seravezza Pozzi, Lagomarsini fa 150 e festeggia parando un rigore

11 novembre 2025 | 17:46
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Seravezza Pozzi, Lagomarsini fa 150 e festeggia parando un rigore

Una targa per il portiere prima della gara con Sansepolcro. Masitto: “Bisogna imparare a chiudere la partita e a gestire certi momenti”

Prima della partita contro il Vivi Alto Tevere Sansepolcro il presidente del Seravezza, Lorenzo Vannucci, ha premiato il portiere e capitano Ettore Lagomarsini per le sue 150 presenze con la maglia del Seravezza.

Ettore Lagomarsini ha festeggiato parando un rigore nel secondo tempo e mettendo un punto esclamativo sulla vittoria del Seravezza.

Dopo il match ha parlato l’allenatore, Cristiano Masitto.

Mister qui potete scrivere perdete ogni speranza voi che entrate. Nessuno in casa in questo campionato ha fatto meglio di voi.
Di questo ne siamo contenti. Abbiamo un punto di forza in casa che i ragazzi stanno dimostrando. Ovviamente lo dobbiamo trovare anche fuori per lo meno un modo di lavorare che ci dia la soddisfazione di portare a casa punti perché non è una cosa semplice.

Lei si dà una spiegazione?
Siamo giovani e fuori casa alcune volte qualcosa di timidezza e di esperienza la paghiamo. Siamo stati tante giornate senza quel tipo di giocatori che hanno veemenza come Mosti come Mannelli. Di quello che stiamo facendo siamo contenti

Dovete migliorare in esperienza?
Sì, perché davanti abbiamo due 2006 e quando vai sui campi dove gli altri hanno bisogno di punti giochi meno a calci e le gare diventano più agonistiche. Su questo aspetto i nostri hanno bisogno di imparare, di vivere, di sbagliare. Se lo facciamo senza subire gol è una bella cosa. Domenica scorsa abbiamo sbagliato una palla e si è preso subito gol. Siamo stati bravi ad andare a riprendere la partita con grande efficacia. Ma non è sempre semplice. Per noi mantenere la partita sempre viva ci può portare dei punti

Avete rischiato di riaprire una gara che sembrava essere conclusa.
Questo è quello che dobbiamo migliorare. Bisogna imparare a chiudere la partita, a gestire certi momenti. La gioventù porta a fare delle giocate, tutti hanno la sensazione di poter fare gol facilmente. Ma il calcio dei grandi non è così. Basta sbagliare una palla, un episodio ti può cambiare tutto. Su questo stiamo lavorando e non è una cosa facile. Le mie urla vengono proprio anche a trenta secondi dalla fine perché una partita è sempre rischiosa, è sempre aperta

Dove potete arrivare?
Noi cerchiamo di migliorare questi ragazzi giorno dopo giorno, lo stiamo facendo dall’inizio. Non mi aspetto grandissime cose dagli avversari, perché nessuno ci regala niente. Voglio che loro sappiano che pur essendo giovani se lavoriamo tutti quanti insieme, si corre tanto e facciamo correre tanto gli avversari abbiamo più possibilità. Se questo lo facciamo tutti quanti insieme sono contento.