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Parte il campionato di serie D, Indiani fa le carte: “Cosa serve per vincere? L’amalgama fra squadra e società”

Ha vinto 12 volte la categoria, le ultime 4 di fila: “Lucchese, Siena, Prato e Ternana davanti, ma poi c’è il campo e nulla è scontato”

Non c’è miglior allenatore per descrivere la lista di partenza della serie D.

Paolo Indiani è senza alcuna ombra di dubbio il più vincente per distacco. Questa è la sua categoria: all’inizio di ogni campionato sapevi che la sua era una candidata tra le favorite o forse la favorita in assoluto. 12 campionati vinti: ha vinto questo campionato consecutivamente nelle ultime 4 stagioni con quattro squadre diverse Arezzo, San Donato Tavarnelle, Livorno e Grosseto.

Mister domenica scatta la stagione: il passaggio tra i professionisti è una cosa che riguarda Siena, Prato, Ternana e Lucchese?
Sì, sulla carta sì. Poi c’è il campo. Queste sono quelle che sulla carta sembrano le più attrezzate. Qui la concorrenza non manca rispetto al girone dove è stata inserita la Pistoiese che non mi sembra abbia grossi rivali.

Torniamo al girone E. Sono i grandi nomi che finiscono per fare la differenza in questa categoria?
Sono fondamentali gli under. Da quest’anno ne servono tre anziché quattro. Sono un terzo della squadra e li devi avere di pari valore altrimenti rischi di far saltare l’impianto.

Analizziamo queste quattro squadre…
Il Prato sulla carta ha l’organico migliore. Rispetto allo scorso anno lo ha migliorato nei ruoli nei quali ha ritenuto giusto di dover intervenire, con lo stesso allenatore che era subentrato. La stessa situazione si è verificata a Siena. Anche qui Voria è subentrato e come l’allenatore del Prato, Alessandro Dal Canto, anche lui ha fatto bene.

Che valutazione si è fatto delle altre due?
Hanno cambiato molto, addirittura la Ternana sta prendendo giocatori di categoria superiore. Ci sono due allenatori nuovi ai quali devi dare il tempo di mettere in campo le loro idee e far scattare le alchimie giuste.

A Lucca è arrivato Federico Dionisi che lei conosce bene.
Non posso che parlarne bene. Con me a Livorno ha fatto una grande stagione dandomi tanto. È un giocatore integro, non è paragonabile agli altri. Anche qui hanno cambiato quasi tutto rispetto allo scorso anno, avranno bisogno di tempo.

Se uno le chiedesse cosa serve per vincere la serie D, lei cosa risponderebbe?
Non c’è solo il gruppo squadra che vince, ma la squadra ad ampio raggio.

Si spieghi…
Estendendo il discorso alla società. Noi lo scorso anno abbiamo avuto un solo rigore a favore in tutto il campionato. Nessuno di noi ha mai messo questa cosa come un alibi, lamentandosi. La società non ha mai polemizzato, al termine della stagione abbiamo vinto il campionato e la Coppa disciplina rimanendo ai nostri posti. Poi soprattutto se hai tanti che possono essere probabili titolari, prima di tutto devi saperli gestire.

Escludendo le favorite dietro cosa dobbiamo aspettarci?
Il solito campionato di serie D dove non c’è nulla di scontato. Un campionato difficile per molte situazioni ambientali alle quali uno va incontro. Ho visto in Coppa il Seravezza che ha battuto il Tau Calcio per 4-1, la Rondinella che ha perso a Siena ma ha avuto le sue occasioni per poter pareggiare. Eppure ci sta che la Rondinella da una squadra come quella bianconera possa uscire sconfitta. Questa è stata una gara in equilibrio. Faccio fatica a dire quali squadre dovranno soffrire per mantenere la categoria.

Mister, usa toni quasi entusiastici per questa categoria. Il suo affetto verso la serie D è infinito, forse perché è riuscito a vincerla spesso?
Un campionato dilettante per modo di dire. Il girone E, è sempre un campionato bello da seguire e da viverlo da dentro. È l’unico in Italia con 18 squadre dove ne passa una sola. Vi rendete conto… È troppo più grande la soddisfazione quando arrivi prima di tutte le altre in un campionato come questo.

In due occasioni oltre al titolo è diventato campione d’Italia. Ce lo può ricordare?
Alla Massese nella stagione 2003-04 e due anni fa con il Livorno. Lo scudetto di campione d’Italia è un fiore all’occhiello che metti sulla maglia. Alla Massese l’anno successivo vincemmo anche la serie C2 con quattro gare d’anticipo. Per arrivare a questo serve l’amalgama. Ritorniamo al discorso che abbiamo fatto prima. Se non c’è non arrivi a tanto.

Un’ultima cosa: avrà tanti amici che da domenica saranno i protagonisti del girone E. Ma lei per chi farà il tifo?
Non posso non farlo per Ivan Maraia. È inevitabile.

Ora al Tau Calcio Altopascio sanno di avere un tifoso in più.