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Debiti di gioco e banche fantasma nel principato di Elisa: incontro a Palazzo Ducale

Palazzo Ducale Lucca ph Beatrice Speranza 3Debiti di gioco e un processo di inizio Ottocento. Si parlerà di questo sabato (9 marzo) alle 17 a lDucale in Sala Tobino, in un incontro a ingresso libero organizzato dall’associazione Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Provincia di Lucca.
Una banca fantasma e i debiti di un pizzicagnolo mettono in subbuglio un’intera città. Da un debito di gioco agli interessi di uno Stato. Non è la trama di un noir a sfondo politico ma la traccia di una recente scoperta, un altro pezzo inedito di storia di Lucca, che ha per protagonista l’Archivio di Stato di Lucca e i documenti lì conservati, nonché una esperta di numismatica, Franca Maria Vanni che acconterà quanto ha trovato nell’incontro Una storia complicata alla fine del principato di Elisa.


“L’esame della documentazione archivistica spesso porta a conoscere episodi del tutto sconosciuti della storia del nostro paese o che riguardano la nostra città – racconta Franca Maria Vanni - Ed è così anche in questo caso, in cui conducendo ricerche su tutt’altro, sono spuntate ‘strane’ banconote recanti il bollo della Banca di Lucca. Con il solo, evidente problema, che i documenti erano gli atti di un processo per debiti di gioco del 1814, protagonista un pizzicagnolo e l’incartamento delle sue merci, mentre la Banca di Lucca è nata nel 1850. Quale storia si nasconde dietro a tutto questo?”.
Dopo i saluti della presidente dell’associazione Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana, Roberta Martinelli, la racconterà Franca Maria Vanni, che ha appena allestito la sezione numismatica e di carta moneta della Fondazione Ivan Bruschi di Arezzo, direttore scientifico del museo medagliere dell’Europa Napoleonica di Castiglion Fiorentino. Seguendo infatti una traccia del tutto inaspettata, è arrivata a scoprire dell’esistenza di un progetto molto importante per l’economia lucchese, la cui notizia mise però in subbuglio, all’epoca, l’intera città, chiamando in causa Elisa Baciocchi, Napoleone Bonaparte e anche il governo austriaco.
Tra voci di popolo e bolli a secco, ecco un altro tassello di storia spuntare intorno alle vicende dei Bonaparte a Lucca e in Toscana.
Franca Maria Vanni è stata dal 1983 al 1993 collaboratore esterno della soprintendenza archeologica di Firenze e partecipando a varie mostre importanti, ha collaborato ai cataloghi delle mostre allestite dal centro affari di Arezzo a Tokio e a New York e dal 1994 al 2005 è stata collaboratore esterno della soprintendenza ai beni ambientali, artistici e architettonici di Arezzo. Ha svolto inoltre per il ministero delle politiche agricole e forestali la revisione inventariale del patrimonio storico artistico del monastero e eremo di Camaldoli. Ha partecipato a vari congressi internazionali di numismatica sia in Italia che all’estero, curato mostre e inventariato materiali per diversi istituti in Italia.
Info su http://napoleoneeilsuotempo.wordpress.com e su www.facebook.com/napoleonidi.

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