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Sicurezza, task force con i cittadini a Massarosa

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Si è svolto martedì sera (1 marzo) a Piano di Mommio il primo di una serie di incontri, organizzati in collaborazione con i comitati di rappresentanza locale, che vedranno il coinvolgimento delle frazioni per parlare del ruolo dei cittadini nelle politiche della sicurezza e di quanto e come questi possano essere utili rispetto all’attività delle forze dell’ordine e della polizia municipale impegnate sia in sede di prevenzione che di repressione dei fenomeni di microcriminalità. Presenti il comandante della stazione dei carabinieri di Massarosa Massimo Merlo e la comandante della polizia municipale Francesca Papasogli.

“Lo scopo di questi incontri – dichiara il vice-sindaco Damasco Rosi – come suggerito anche dalla Prefettura di Lucca, è quello di far conoscere l’attività che le forze dell’ordine presenti sul territorio e la polizia municipale svolgono ogni giorno in materia di microcriminalità e di raccogliere informazioni e suggerimenti su ogni singola realtà locale. Il comandate della locale stazione dei carabinieri e la comandante della polizia municipale – prosegue – hanno illustrato come esercitano ogni giorno il presidio sul territorio, quali sono le precauzioni da prendere per ridurre i rischi legati ai fenomeni di microcriminalità, i comportamenti da tenere in circostanze anomale e chi contattare in caso di necessità o di segnalazioni da fare. Hanno inoltre parlato delle opportunità legate ai sistemi di video sorveglianza privata e di come questi possano essere messi a sistema e a disposizione anche in fase investigativa. Con questi incontri e con altre iniziative – continua – vorremmo stimolare i cittadini e le associazioni al controllo informale delle zone dove risiedono o operano in modo che essi possano segnalare tempestivamente e in maniera diretta, secondo procedure ben definite, eventuali persone, automezzi o situazioni sospette, alle Forze dell’Ordine, nelle forme e con gli strumenti che verranno ritenuti più idonei ed efficaci dalle stesse indicati. I malintenzionati devono sapere che le nostre frazioni sono controllate costantemente da chi vi abita. Il fine – conclude Rosi – è quello di creare uno stimolo al senso di appartenenza alla comunità, una collaborazione e una fiducia tra i cittadini per instaurare un clima di maggior sicurezza tra i residenti, soprattutto quelli appartenenti alla fasce più deboli della popolazione ovvero anziani e bambini, fornendo al contempo anche un valido supporto a chi la lotta al crimine la fa di professione coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali interessati”.

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