Camaiore, nomine nelle partecipate nel mirino della Rondine
Nomine nelle società partecipate del Comune di Camaiore nel mirino dell’associazione La Rondine che accusa il primo cittadino “di approvare le leggi ma poi di non rispettarle”. “Del Dotto – si legge in una nota – ha preteso di indottrinare e catechizzare la sua platea, rimanendo ben distaccato dall’alto del suo pulpito e usando come scudo inattaccabile concetti come trasparenza e coerenza. Due parole che il primo cittadino è molto abile a usare nei discorsi, ma che poi ignora sistematicamente nei fatti; i suoi principi sono semplici: le regole e le leggi devono essere rispettate da tutti ma non da lui”.
“Se prendiamo infatti la delibera 68 del 27 settembre 2012 (che in quanto regolamento è a tutti gli effetti una legge) voluta e approvata dall’amministrazione Del Dotto, fulcro dell’ultimo consiglio comunale con cui è stata ribadita l’importanza fondamentale per il Comune di Camaiore di rispettarla, emergono violazioni palesi – sostiene la Rondine -: all’articolo 5 viene specificato che ’non possono essere nominati o designati quali rappresentanti del Comune il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti ed affini entro il quarto grado del sindaco, dei componenti della giunta o dei consiglieri comunali’. Peccato che – sostiene la Rondine – il sindaco Del Dotto abbia nominato come presidente della Pluriservizi il cognato di un suo assessore in giunta; né il primo cittadino, né la sua giunta né tantomeno il consiglio comunale hanno mai sollevato nessuna obiezione. La nomina di un pensionato, inoltre, ignora anche il decreto legge Madia, che stabilisce il divieto di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza, in pensione”.
“L’articolo 7 dello stessa delibera prevede inoltre le pari opportunità, che Del Dotto – va ancora all’attacco la Rondine – non ha rispettato per il cda della Pluriservizi, adeguandosi solo dopo una diffida del Ministero competente, così come sta trasgredendo nella sua stessa Giunta, in cui le quote rosa dovrebbero essere 3 e non due come sono attualmente. E non dimentichiamo il conflitto di interessi: un consigliere, che ha presentato insieme ad altri l’ordine del giorno sulle nomine, vota in Consiglio Comunale su decisioni riguardanti la Pluriservizi, di cui è dipendente: questo fatto è in linea con la trasparenza?”.

