Coluccini: “Rosi e Marchetti devono dimettersi”

Il consigliere comunale di Associazione Civica per Massarosa, Alberto Coluccini torna sulla vicenda dei cattivi odori nella zona di Pioppogatto. “Gli assessori Damasco Rosi e Agnese Marchetti hanno divulgato sul tema – afferma – informazioni parziali e distorte, sostenendo che l’Arpat ha certificato che i cattivi odori non provengono da Pioppogatto, riferendo solo quello che gli tornava comodo divulgare e sopratutto che l’Arpat non ha rilevato maleodorante il punto d’ingresso dello stabilimento ma omettendo gravemente di rendere noto che invece le ha riscontrate nella zona uffici. La stessa Arpat è dovuta intervenire con un comunicato ufficiale di smentita per quanto sostenuto dagli assessori Rosi e Marchetti e dai vertici dell’Ersu, affermando che non si può escludere che le maleodorante sentite in questi giorni possano provenire da Pioppogatto”.

Il consigliere specifica ancora: “Nei numerosi vari comunicati da quasi un mese a questa parte, gli assessori hanno sempre fatto della facile rassicurazione senza riscontro di dati oggettivi o addirittura travisandoli, con l’evidente scopo di distogliere l’attenzione dal problema principale sollevato dal sottoscritto che al momento resta la delibera di indirizzo sui rifiuti approvata dagli esponenti della maggioranza di sinistra per il raddoppio dei rifiuti a Pioppogatto (da circa 70 a 140 mila tonnellate l’anno anche dall’extra Versilia)”.
“L’ultima cantonata – conclude – presa dagli assessori Rosi e Marchetti, è quela per cui hanno interpretato alla rovescia il verbale Arpat, segue alle precedenti. Ricordando solo le più importanti, per l’assessore Marchetti c’è stata quella relativa alle tombe perpetue e, per Rosi, quella che lo visto presiedere la giunta in assenza del sindaco, con conseguenta deliberazione sull’obbligo del passo carrabile per tutti gli accessi del Comune di Massarosa. Credo sia l’ora che rassegnino le dimissioni del mandato ricevuto, in alternativa mi vedrò costretto a presentare una mozione consiliare di richiesta di revoca al sindaco delle loro deleghe”.

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