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Uil Toscana Nord: “Asl metta un argine a fuga di servizi all’ospedale Versilia”

Sempre meno servizi all’ospedale Versilia. La denuncia arriva dal sindacato Uil Lucca e Massa Carrara. “Banca, fioraio, emporio e parrucchiere sono le attività che negli anni hanno lasciato l’ospedale della Versilia – dice il sindacato della Toscana Nord – La crisi continua a far sentire i suoi effetti e, alla fine, anche una struttura tutto sommato nuova e moderna si trova priva di servizi alla persona che possono rappresentare un valore aggiunto”.

A segnalare il problema sono i rappresentanti sindacali dell’ospedale della Versilia, Claudio Velia, Fausto Delli e Maria Scifo, che chiedono alla dirigenza dell’Usl toscana Nord Ovest se sia possibile intervenire in qualche modo per invertire il processo di impoverimento. Nessun allarme ma una richiesta di collaborazione all’azienda sanitaria. “Per effetto della crisi, probabilmente, diverse attività commerciali stanno lasciando il Versilia – sottolinea Velia –. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la banca che ha chiuso persino lo sportello bancomat, un servizio utilissimo per pazienti, visitatori e dipendenti dell’ospedale. E prima avevano abbassato le serrande anche il parrucchiere, il fioraio e l’emporio”. Un ospedale che si sta spogliando dei servizi rappresenta una sconfitta a cui bisogna cercare di porre rimedio. “Capiamo che la chiusura non sia imputabile in senso stretto alla responsabilità dell’azienda – prosegue Delli – ma si assiste comunque a un impoverimento dei servizi. Ci domandiamo, allora, se la richiesta di affitto degli spazi fa parte della Usl Toscana Nord Ovest sia ancora adeguata ai tempi che, inutile negarlo, ormai sono cambiati. Il prestigio di un ospedale passa anche attraverso i servizi che si danno agli utenti: quello della Versilia ha tante specialità mediche al suo interno e nel suo ambito è un polo di attrazione che non può rimanere sguarnito dei servizi complementari alla persona”.
La proposta della Uil è semplice: “E’ possibile che le attività commerciali abbiano chiuso perché non riescono a far fronte alle spese. Chiediamo alla dirigenza della Asl se esistono dei margini legislativi per proporre degli affitti calmierati – conclude Scifo – così da garantire una sopravvivenza degli esercizi commerciali ancora esistenti e permettere la riapertura di altre attività, senza incorrere ovviamente nelle sanzioni della Corte dei conti. Speriamo che l’Asl possa intervenire in tal senso e aspettiamo una risposta dalla dirigenza”.

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