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Sciopero al cantiere Azimut Benetti: Alberici coi lavoratori

Per l’intera mattinata di oggi (12 ottobre) i lavoratori e le lavoratrici del cantiere Azimut Benetti di Viareggio hanno scioperato contro l’annunciato trasferimento di 45 dipendenti a Livorno. La mobilitazione, indetta dalla rsu del cantiere e dai sindacati Fiom Cgil e Uilm Uil, ha visto una buona partecipazione anche al presidio che si è svolto in via Coppino, nel cuore della darsena viareggina. Al presidio ha fatto visita anche il vicesindaco del Comune di Viareggio, Valter Alberici.

 “L’azienda sta attraversando un momento delicato – spiega il vicesindaco – e già lunedì pomeriggio avevamo incontrato una delegazione sindacale che aveva espresso preoccupazione per il paventato spostamento degli uffici da Viareggio a Livorno: una decisione che coinvolgerebbe diversi lavoratori”. Al tavolo dello scorso 9 ottobre erano presenti, oltre al vicesindaco, Giacomo Saisi per Uilm Uil, Nicola Riva per Fiom Cigl, Mauro Aglietti, Alessandro Ghilarducci e Andrea Di Stefano per l’rsu aziendale. “Il confronto è aperto e auspichiamo che la vertenza in atto possa risolversi senza la perdita di professionalità e competenze che si sono formate in questi anni nello stabilimento viareggino. Insieme ai lavoratori chiediamo all’azienda chiarezza, una strategia lungimirante e un piano industriale che dia certezze non solo ai lavoratori ma alla città tutta. Siamo ovviamente disponibili – continua Alberici – a svolgere il nostro ruolo istituzionale di mediazione tra le parti sociali. L’obiettivo comune è un confronto sereno e soprattutto il raggiungimento di un accordo che non impoverisca il tessuto occupazionale ed economico viareggino”. “Le azioni della società appaiono confuse e sbagliate”, ha sottolineato Nicola Riva della Fiom Versilia, annunciando che nei prossimi giorni saranno decise altre forme di mobilitazione. “Azimut Benetti – interviene Massimo Braccini, segretario generale di Fiom Toscana – ha importanti carichi di lavoro nei siti produttivi in Toscana, e la nautica in generale è di fronte ad una importante ripresa, ma si rischia di pagare un caro prezzo a causa dello sviluppo distorto che si è venuto a creare nelle imprese. Il caso Azimut Benetti è emblematico – riflette Braccini – ormai vi lavorano quasi solo addetti impiegati: questa pesante distorsione di non svolgere più lavorazioni produttive dirette è un elemento grave. Nella storia della nautica e della cantieristica il valore aggiunto è sempre stato quello della professionalità dei lavoratori; non possono reggersi in piedi aziende senza reparti produttivi. Non a caso – aggiunge – si lamenta la mancanza di professionalità rispetto a quelle richieste per svolgere le lavorazioni e non può più essere compensata solo con gli appalti che, a sua volta, sono spesso in difficoltà a causa delle riduzione dei costi ossessiva praticata dalle imprese committenti. La storia di un certo modello produttivo è inesorabilmente fallita e la globalizzazione ormai interessa anche il settore della nautica. La politica delle assunzioni dirette da parte dei cantieri nautici in Toscana, il creare di nuovo professionalità e la ricostruzione dei reparti produttivi, affinché le aziende siano ancora imprese con le fondamenta e non facilmente esportabili, è una condizione fondamentale per il futuro del settore in Toscana. La riorganizzazione di Azimut Benetti di trasferire uffici da Viareggio a Livorno – osserva il segretario – non ha niente a che vedere con il costruire un modello produttivo di garanzia e di prospettiva né per Viareggio né per Livorno. Va aperta poi una seria discussione sul rilascio delle concessioni demaniali pubbliche, richiamando ognuno alle varie responsabilità, Regione Toscana in primis. Abbiamo il dovere di provare a dare un indirizzo strategico alla ripresa produttiva a iniziare dal più importante cantiere nautico al mondo perché questo pone un problema generale. Il modello del passato fondato sull’appalto dell’appalto selvaggio e sullo sfruttamento e arretramento di tanti lavoratori non ci porterà da nessuna parte. Come Fiom – conclude Braccini – ci batteremo e apriremo una vertenza nautica in Toscana a cominciare proprio da Azimut Benetti, al fine di favorire uno sviluppo nell’interesse collettivo, dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori”.

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