Barsotti: “Senza società della salute percorso incerto per i bilanci dei Comuni”

Dopo le tante polemiche sulla questione sanità in Versilia interviene anche la presidente della Società della Salute, Simona Barsotti: “Il Consorzio società della salute – ice –  sarà messo in liquidazione dall’1 gennaio 2018 con ulteriori costi a carico dei Comuni e bene sappiamo che l’unica via d’uscita per traghettare i servizi socio sanitari della Versilia è la convenzione socio sanitaria con la Usl e il modello organizzativo della conferenza zonale dei sindaci integrata, con altrettanti costi per la costituzione dell’ufficio di piano composto da personale dipendente Usl e personale comunale che dovrà essere comandato o valorizzato”.

“Gli amministratori avevano una scelta – prosegue Barsotti – o far funzionare quello che c’era e che la politica fino a questo momento non era stata in grado di far funzionare, oppure distruggere tutto, buttando a mare anche quello che c’era di buono. Alcuni amministratori hanno scelto la strada di rimboccarsi le maniche; altri hanno invece deciso di intraprenderne altre ignorando le ragioni e i diritti della maggioranza della popolazione della Versilia, rispondendo solo all’esigenza di evitare le fatiche dell’amministrare. Il modello organizzativo pronto, semplice ed economico era proprio quello che i Sindaci della Versilia, con impegno e tante difficoltà, erano riusciti a creare oggi. Difficoltà che, purtroppo, non si esauriranno con il nuovo modello… anzi. Bastava avere il coraggio e la volontà di farlo ben funzionare, in un momento in cui al territorio e ai suoi sindaci è riconosciuto un valore fondamentale per tutte le politiche sociali, sanitarie, e di collegamento all’ospedale. Ora, con la società della salute, abbiamo lavorato in un percorso che garantisce e tutela tutti, in primis i cittadini, gestito direttamente per evitare passaggi difficili e perdite di tempo. In questi anni sono stati erogati servizi di qualità in modo serio, chiaro e condiviso da tutti i Comuni e, dietro volontà politica, potevamo immediatamente implementarli confluendo, all’interno della società della salute, gli altri servizi socio assistenziali ancora in carico ai Comuni; quello sarebbe stato il contesto più lineare e naturale. Esistono gia protocolli e cronoprogrammi che ce lo avrebbero permesso senza ripartire dall’inizio e senza farci carico di una spesa ulteriore per un consorzio in liquidazione”.
“Il presidente – prosegue – non percepisce alcun compenso né alcun rimborso nonostante diversi spostamenti in completa autonomia per Pisa, Firenze o Livorno e si può dedurre anche dallo statuto e dai bilanci. Lo stipendio del direttore è pagato per il 50 per cento dalla Usl in quanto egli riveste anche il ruolo dei responsabile zona distretto; per l’altro 50 per cento è, a sua volta, pagato per il 33 per cento dalla Usl e per il 66 per cento dai Comuni in base alla quota di partecipazione alla Società della salute. Come da bilanci regolarmente approvati. Dall’1 luglio ad ora la società della salute ha gestito importanti risorse per tutti i cittadini della Versilia e ha lavorato su progetti zonali nuovi attraverso il meccanismo della coprogettazione con le realtà associative e cooperative del territorio condividendo ogni processo ed ogni soluzione e l’allusione sostenuta dal sindaco Giorgio del Ghingaro inerente “il sospetto che le scelte della Società della salute si siano allineate eccessivamente all’esigenza del Comune di Massarosa di attrarre sul proprio territorio servizi e finanziamenti” sono del tutto infondate. Perchè non si è fatto vivo qualcun altro con altre possibili soluzioni? Dovevamo perdere i finanziamenti per la casa del Dopo di noi o per la casa rifugio per cui da anni si stanno cercando soluzioni? A questo punto non resta che la nuda e cruda realtà: essere costretti a incamminarci in un percorso molto più articolato, frammentato, incerto per i nostri bilanci e, soprattutto, con una intesa politica comunque precaria e difficoltosa che non consentirà alcun positivo beneficio”.

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