Viareggio, si assegnano 34 orti urbani

Pronti ad essere assegnati 34 orti urbani: il progetto presentato dal Comune di Viareggio e arrivato primo al bando regionale, ha ottenuto un contributo di 44490 euro (contributo erogato al 100 per cento della richiesta), che è servito per finanziare due complessi, uno al Terminetto e l’altro al Varignano. Parte dei lavori è stata svolta da manodopera dipendente dall’amministrazione comunale o da sua aziende partecipate.
L’intero progetto è stato presentato questa mattina durante una conferenza stampa, alla quale erano presenti l’assessore all’ambiente Federico Pierucci, la consigliera delegata Marinella Spagnoli, le associazioni del Tavolo del cibo e Araba Fenice, e Fabrizio Miracolo presidente di Sea Risorse che ha fornito terriccio e concimi biologici.

“Un modo intelligente di rivalutare spazi pubblici – commenta l’assessore Pierucci – e renderli utili e fruibili per i cittadini del Comune di Viareggio, favorendo aggregazione sociale e vita all’aria aperta. Il primo di una serie di progetti futuri che intendiamo sviluppare nel maggior numero di quartieri possibile”.
“Orgogliosa di aver partecipato al progetto – commenta la consigliera Marinella Spagnoli – perché ha riqualificato un’area che era uno spazio in abbandono e che adesso di percorso di socializzazione di tutto il quartiere. Invito tutti i cittadini a partecipare al bando, il bello arriva adesso e mi auguro che questi orti diventino bellissimi”.
Per quanto riguarda gli Orti del Terminetto, la gestione è stata affidata al Tavolo del cibo (che si occuperà anche del bando per individuare gli ortisti assegnatari), coordinamento di più associazioni che si ritrovano attorno alle tematiche del cibo, della sua produzione, distribuzione, recupero cercando di individuare interazioni virtuose con il territorio. I referenti saranno in particolare Caritas Diocesana e Lega Ambiente Versilia.
Il progetto prevede la realizzazione di un complesso di orti, su una superficie totale di circa 4450 metri quadri, che comprende tre diverse tipologie, tra loro strettamente integrate, tutte realizzate ex-novo.
Orti da assegnare: 24 appezzamenti di 40 mq di superficie ciascuno, per un totale di circa 1.250 metri quadri. Orto condiviso o community garden, che occupa un’area di 1800 metri quadri. Orto didattico. Circa 400 metri quadri di superficie che si aprirà a collaborazioni con le scuole e con le associazioni che promuovono laboratori destinati ai giovani.
La superficie restante, pari a mille metri quadri, sarà destinata alla realizzazione di un’area per la socializzazione dei partecipanti al progetto e alle attività aperte al quartiere, compresi corsi di formazione e laboratori.
Lavori effettuati: dopo aver le analisi chimico fisiche del terreno, è stato livellato il terreno, predisposti gli impianti elettrico e idraulico, stesa la recinzione perimetrale in pali di legno e rete metallica. Sono state messe a dimora siepi composte da arbusti tipici della macchia mediterranea (corbezzolo, ginepro, ginestra, mirto…) e da alberi da frutto (nespolo, fico, kaki, susino), mentre sui due lati adiacenti al passaggio pedonale le siepi saranno più basse per permettere dall’esterno la vista degli orti e consisteranno in essenze aromatiche (lavanda, rosmarino, timo, salvia…). Questo tipo di essenze sono inoltre molto gradite alle api e a altri insetti impollinatori, svolgendo quindi un’importante funzione ambientale, che potrà essere valorizzata anche in funzione didattica.
Il viale principale, di 3 metri di larghezza, è stato realizzato con terra battuta su una base di ghiaione ricoperto da stabilizzato, in modo da poter garantire il passaggio anche a carrozzine per disabili e passeggini per bambini, mentre i vialetti secondari saranno di terra battuta.
Nell’area a coltivazione condivisa sarà realizzato un orto sinergico. Le singole aiuole come pure gli orti individuali saranno delimitati da cordoli di legno in orizzontale. Sempre con legno, possibilmente di recupero, verranno realizzate almeno 3 compostiere. Si prevede inoltre di realizzare delle casette degli insetti e lasciare alcune aiuole a “giardino delle farfalle”, valorizzando la biodiversità dei fiori spontanei. Nell’area a coltivazione condivisa verranno coltivate anche varietà da preservare e verrà realizzato un vivaio sperimentale di essenze con elevata capacità di assorbimento di inquinanti dell’aria.
Nell’area didattica è prevista la realizzazione di alcuni bancali per la coltivazione rialzata, in modo da poter includere nei lavori dell’orto anche persone con disabilità. Il semenzaio sarà realizzato artigianalmente in legno e policarbonato alveolato.
Alcuni dei manufatti previsti saranno realizzati in autocostruzione tramite corsi laboratoriali per gruppi di volontari, come il compost-toilet e il gazebo-area convegni da 100 mq realizzato tramite una cupola di salice vivente.

Il campo/laboratorio delle patate al parco La Fenice al Varignano
Il progetto prevede la costituzione di una coltivazione di ortaggi tipici della terra di Toscana, di 400 mq di superficie, all’interno dell’area del parco La Fenice – via Dei Pecchi – quartiere Varignano.
L’area scelta per la creazione dell’orto è completamente priva di alberi ed esposta alla luce del sole per tutto l’arco della giornata. Il progetto proponente dell’associazione Araba Fenice si colloca all’interno di una zona verde di pinetina, composta anche da un campetto da calcio a sette e da un’area adibita a luogo di incontri, con un gazebo circondato da panche in cemento colorato. L’area è frequentata per lo più da giovani e adulti per attività di animazione, calcio e svago.
L’attuale progetto intende porsi all’interno di una tipologia di orto a scopo formativo e didattico, ricercando sempre più legami con il quartiere e con le scuole vicine.
Da sempre lo spirito che ha contraddistinto l’azione dell’associazione Araba Fenice, è stato quello di apertura alla cittadinanza, attraverso la creazione di momenti laboratoriali di autoprogettazione di arredi ed elementi di richiamo al rispetto e cura del luogo. Con lo spazio del Parco La Fenice, è nato negli anni un percorso oltre che pratico di rimessa a posto dell’area, anche di studio, teorico e culturale, sostenuto da alcuni docenti dell’Università di Pisa, Firenze e Siena, nonché dall’Associazione Nazionale Sociologi, dall’Inu e da enti e servizi del territorio.
Il parco negli anni è divenuto un luogo di nuova identità all’interno di un contesto periferico, oggi usufruibile da tutti. Sono state fatte manifestazioni di tipo artistico, musicale e portate avanti attività ricreative e sociali, che hanno coinvolto molti giovani.
La sperimentazione sociale avviata dall’associazione per favorire il recupero e reinserimento sociale di giovani svantaggiati socialmente, ha messo in luce la necessità di dare continuità alle attività al parco. I giovani, abitatori assidui del parco, intendono valorizzarlo ed arricchirlo e chiedono di potervisi attivare in lavori di giardinaggio e poter essere inseriti in attività operative di manutenzione e presidio dell’area verde, attraverso piccoli lavori di natura agricola.
Si considera di gestire tale azione progettuale attraverso una selezione nella quale verranno prese in considerazione la disponibilità degli “ortisti” ad impegnarsi a curare l’area, sperimentando tecniche di agricoltura innovative e rispettose del “germoplasma” locale.

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