Presidio di protesta al negozio Benetton di Viareggio

Un presidio per protestare contro la famiglia Benetton, che gestisce tra le sue attività anche la società Autostrade per l’Italia, è stato organizzato ieri (24 agosto) a Viareggio. L’iniziativa, lanciata a seguito del crollo del ponte Morandi a Genova, è stata organizzata da una serie di sigle tra cui Les Trois A, Repubblica viareggina, Cantiere sociale versiliese, Collettivo Dada Boom, Communia Viareggio, Brigata mutuo sociale per l’abitare, Partito comunista dei lavoratori, Csoa Sars, Cobas e Potere al popolo Camaiore e ha visto l’adesione di molti cittadini.

“Il crollo del ponte Morandi sull’autostrada a Genova così come la strage ferroviaria del 29 giugno 2009 a Viareggio non sono incidenti ma sono il triste risultato delle logiche di profitto – affermano gli organizzatori -. Un profitto che passa sulle vite delle persone. Le privatizzazioni, i tagli sulla sicurezza e le politiche neoliberiste ci portano quotidianamente a piangere morti nei mari, sui posti di lavoro, per strada o in ferrovia. Il capitalismo uccide e la politica lo lascia fare. La famiglia Benetton non è responsabile solo di quanto è accaduto a Genova ma della devastazione della foresta in Patagonia, della repressione del popolo Mapuche, della morte in Argentina dell’attivista Santiago Maldonado, del crollo di un palazzo in Bangladesh con 381 morti e di varie forme di sfruttamento compreso il lavoro minorile. In Italia la politica è stata supina a questa famiglia come lo è alle altre famiglie del grande capitale. Lega e PD, in particolar modo hanno tutelato gli interessi di questa famiglia. Noi abbiamo manifestato per chiedere nazionalizzazioni senza indennizzo. Autostrade, ferrovie, scuole, ospedali e acquedotti devono tornare pubblici”.

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