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Dal recupero degli immobili ai parcheggi: le osservazioni al regolamento urbanistico del coordinamento ‘no asse’

Il gruppo urbanistica che fa capo al coordinamento no asse ha avanzato una serie di osservazioni al regolamento urbanistico adottato dall’amministazione comunale, nello spirito delle 40 proposte Per una città felice presentate alla città lo scorso 15 giugno, “per una città più vivibile – dicono i promotori – e, dove possibile, anche più giusta”.

Le osservazioni riguardano interventi atti a ridurre e disincentivare il traffico in Darsena e in centro – con conseguente riqualificazione delle aree a vita cittadina – e il recupero degli immobili di proprietà pubblica da riconvertire a residenze sociali. Parte integrante delle osservazioni è la realizzazione di numerosi parcheggi scambiatori a monte della ferrovia, di piste ciclabili e un incremento dei servizi pubblici.
“Relativamente all’area Fervet – dicono dal coordinamento no asse – abbiamo chiesto che in luogo del grande parcheggio previsto venga realizzato un grande parco alberato che schermi le residenze private dal previsto prolungamento della via Delle Darsene fino a via Indipendenza e, per raggiungere il porto, che ci si attenga a quanto indicato dal piano strutturale, al quale il nuovo regolamento urbanistico si richiama, secondo cui si deve utilizzare, la viabilità esistente. Quindi a maggior ragione vanno necessariamente seguite fino in fondo le indicazioni del piano strutturale che obbliga il regolamento urbanistico ad individuare le misure di adeguamento della viabilità esistente per la fluidificazione del traffico, l’incremento della sicurezza stradale e per risolvere le eventuali criticità ed esigenze del quartiere Darsena”.
“In merito all’emergenza abitativa – proseguono le osservazioni – la soluzione proposta dal nuovo regolamento urbanistico di costruire nuovi alloggi per residenza sociale ci appare comprensibile ma di difficile attuazione a fronte delle ristrettezze economiche degli enti pubblici. Suggeriamo di riconvertire a residenze sociali gli immobili del comune non utilizzati. Questo consentirebbe di restaurare strutture oggi in stato di degrado migliorando quindi anche l’immagine della città. Indichiamo l’utilizzazione di diversi strumenti come l’autorecupero partecipato ed assistito per esigenze abitative e il reperimento di fondi dalla monetizzazione corrispondente al valore del 10 per cento della superficie fondiaria delle aree di trasformazione da utilizzarsi anche per il recupero di immobili o locali del Comune inutilizzati, adatti ad essere trasformati in residenze sociali. Inoltre individuamo nella realizzazione al Forcone di una residenza sanitaria per gli anziani, la possibità di cedere al pubblico almeno 420 metri quadri per l’emergenza abitativa”.
“Il centro città – prosegue il coordinamento –  attualmente risulta diviso in due realtà rispetto a via Fratti e comunque non collegate alla passeggiata. Riteniamo sia necessario creare una rete di percorsi per mettere in relazione le varie realtà presenti in centro in maniera uniforme. La pedonalizzazione di via Verdi dal Mercato al lungomare e di via Zanardelli dal mercato al’ex gasometro (quest’ultimo adeguatamente attrezzato a piazza per renderlo uno spazio realmente accogliente e per essere utilizzato anche per mercati periodici) possono dar vita ad una nuova dimensione anche commerciale dell’intera area. Inoltre vorremmo mettere in relazione le aree verdi presenti in piazza Dante, sia con la nuova piazza all’ex gasometro sia, attraverso via Burlamacchi, con piazza Sant’Antonio da riqualificare riportandola a dimensione di vera piazza”.
“In merito ai previsti cambi di destinazione d’uso – concludono le osservazioni – e alle variazioni delle volumetrie, proponiamo una riduzione delle nuove aree commerciali previste dal regolamento urbanistico e, per quanto riguarda l’edilizia privata, concedendo aumenti volumetrici solo in caso di interventi di adeguamento sismico e per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ma facendo distinzione tra le reali esigenze familiari e quelle speculative”:

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