Viareggio guarda alla ‘fase 2’: avviato il confronto con le categorie

Iniziata grazie alle associazioni di volontariato la distribuzione delle mascherine della Regione

È iniziata oggi (7 aprile) anche a Viareggio la distribuzione delle mascherine fornite dal Sistema regionale di protezione civile: in tutto 136mila pezzi. La Protezione Civile comunale ne ha predisposto la consegna, grazie all’aiuto di Sea Ambiente che ha messo a disposizione 8 dipendenti per lo spacchettamento e il riconfezionamento in buste sigillate da due pezzi. Già oggi nelle famiglie arriveranno le prime 23mila mascherine, a partire dal quartiere Marco Polo e dalla frazione di Torre del Lago: anche in questo caso ad occuparsene sarà Sea Ambiente e saranno consegnate a domicilio.

Com’è noto, Regione Toscana ha emesso un’ordinanza che ha reso obbligatorie le mascherine monouso, in spazi chiusi, pubblici e privati aperti al pubblico, in presenza di più persone, oltre che nei mezzi di trasporto pubblico locale, nei servizi non di linea taxi e noleggio con conducente. L’utilizzo è obbligatorio anche in spazi aperti, pubblici o aperti al pubblico, quando, in presenza di più persone, è obbligatorio il mantenimento della distanza sociale. La disposizione non è valida ai bambini di età inferiore ai sei anni e alle persone che non tollerino l’utilizzo delle mascherine a causa di particolari condizioni psicofisiche attestate da certificazione rilasciata da mmg/pls. L’ordinanza ha validità per ciascun Comune a decorrere dalla data in cui sarà completata la della distribuzione delle mascherine.

Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha aperto un tavolo di confronto permanete con le imprese del territorio per iniziare a pianificare la cosiddetta ‘fase 2’. La decisione è stata presa questa mattina nel corso di una riunione online alla quale hanno partecipato il sindaco Giorgio Del Ghingaro, l’assessore al commercio Patrizia Lombardi, Piero Bertolani di Confcommercio, Esmeralda Giampaoli e Daniele Benvenuti di Confesercenti, Andrea Giannecchini di Cna, Michela Fucile e Roberto Favilla per Confartigianato, Pietro Guardi per i Balneari e Sandra Lupori per Federalberghi. L’incontro ha visto i rappresentanti delle categorie fare richieste e considerazioni in merito alle esigenze delle imprese del territorio, da quelle più grandi alle più piccole, ognuna con la propria peculiarità. Il sindaco ha recepito le istanze e proposto, al di là delle emergenze nell’immediato, di mettere a sistema tutte le realtà in modo da avere pronto un piano operativo quando sarà il momento della riapertura.

“Non riapriremo domani – commenta Del Ghingaro – ma quando sarà dovremo mettere in conto di aver passato mesi a dire di non venire a Viareggio. Un messaggio innaturale per la nostra città che vive da sempre anche e soprattutto di turismo”.

Molto concrete le richieste dei rappresentati delle categorie così come i problemi sottolineati: dalla possibilità di iniziare a sistemare la spiaggia o di fare i lavori di restyling negli stabilimenti balneari, alla proroga di ulteriori 30 giorni per il versamento della rata dell’imposta di soggiorno. Sotto la lente di ingrandimento anche la complessità della struttura economica e sociale di Viareggio, una città dai grandi numeri ma anche dalle moltissime difficoltà: una su tutte la crisi sociale che l’emergenza sanitaria ha messo in risalto, con una quantità enorme di nuovi poveri che emergono a poco a poco. Sono i lavoratori precari, gli stagionali del turismo, dal bagnino al cameriere, alle mille altre figure di cui le varie strutture nei mesi estivi si dotano: un esempio sono i grandi alberghi che contano annualmente anche 60 stagionali che a fronte di una stagione incerta preferiscono restare chiusi.

Al turismo sono legate circa mille aziende commerciali non stagionali che occupano un ruolo satellitare nella filiera del turismo, ma molte rischiano di non riaprire se la stagione estiva non riparte, con un conseguente notevole incremento di disoccupazione. E poi la pesca e gli artigiani, sia legati alle attività del porto che del turismo: anche in questo caso l’incertezza regna sovrana. E la richiesta è quella di investire sul locale, una volta usciti dall’emergenza. Ma vicino ai dubbi legati alla partenza della stagione, le categorie hanno espresso anche preoccupazione per le regole di ingaggio con una possibile lievitazione di costi di gestione dovuti alle nuove normative.

“Per questo ritengo che sia necessario un lavoro unitario con tutte le categorie economiche del territorio – sottolinea Del Ghingaro -: lavoro che dovrà essere molto concreto e di ampio respiro. Dobbiamo trovare le forme per superare le esigenze del singolo, metterle a sistema e trovare le strutture più semplici e immediate per superare i problemi e rilanciare un’economia fatta di piccole e medie imprese e di artigiani, ma anche di grandi realtà”.

È evidente che l’estate 2020 non sarà come le altre l’amministrazione è pronta a garantire tutti i provvedimenti possibili per agevolare al massimo le attività, ovviamente all’interno delle proprie possibilità e nel quadro generale dei conti pubblici in salvaguardia: se le imprese tengono, tiene anche il tessuto cittadino. È il momento della collaborazione – conclude Del Ghingaro -: Viareggio può essere esempio e motore di ripartenza non solo della Versilia ma anche dell’intera provincia”.

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