Poste chiuse, comitato di Valpromaro: “Vergogna, servizio vitale da garantire”

Il comitato: "Poste provveda immediatamente alla riapertura di tutti gli uffici garantendo le necessarie condizioni di sicurezza"

“Oltre al dibattito e all’apprensione di questi giorni, oltre alle numerose preoccupazioni che si riversano sull’opinione pubblica, proprio in un contesto di forte difficoltà dispiace registrare il rinnovato disinteresse di Poste Italiane verso la sua missione di servizio e il suo ruolo istituzionale“.

Così il comitato paesano di Valpromaro, dopo la chiusura dell’ufficio postale a quasi un mese dai primi drastici provvedimenti di emergenza.

“Ancora una volta – continua il comitato – la direzione generale di Poste italiane compie un gesto evidentemente aggressivo e distruttivo del prezioso tessuto sociale, quello che protegge il senso d’appartenenza, quello che difende l’organismo vivente della comunità dall’attacco di pericolosi malanni, dall’emarginazione e dal disagio sociale”.

“Non si accettano giustificazioni di natura economica o sanitaria, per una serrata che ha del vergognoso – commnetano – Le comprensibili difficoltà organizzative dei primi giorni non si sono ancora risolte dopo oltre un mese? Come può un’azienda come Poste Italiane fra le più prospere d’Italia, in ottimo stato di salute, non riuscire a consentire ai suoi lavoratori e ai suoi clienti modalità di lavoro e di accesso al servizio sicuri? Piccole farmacie, piccoli negozi e commercianti a prezzo di grandi fatiche sono riusciti a garantire un servizio di cui tutta la cittadinanza dovrà ricordarsi e non ci è riuscito l’esercito di Poste Italiane?”.

“Il tempo dell’attesa e quello della pazienza sono finiti – si legge nella nota del comitato – Poste provveda immediatamente alla riapertura di tutti gli uffici postali in cui è stata sospesa l’attività ordinaria, garantendo le necessarie condizioni di sicurezza al personale e alla clientela, che di giorno in giorno è sempre più sconcertata e infastidita da un comportamento che non si aspettava”.

“A monte – continua il comitato – chi sceglie quella professione sa di mettere a rischio la propria incolumità fisica, come purtroppo stiamo vedendo in questi giorni: un’ecatombe di medici, infermieri e di tutti quelli coinvolti nella tutela della salute dei cittadini, e nonostante questo continuano a lavorare. Questa tremenda contingenza ha chiarito una volta per tutte l’urgenza di ribadire quali sono i settori vitali per le comunità locali e per quella nazionale. E fra questi c’è anche il servizio postale, che chiediamo a gran voce di ripristinare attraverso la riattivazione degli uffici postali”.

“Vogliamo augurarci – conclude il comitato – che dietro l’atteggiamento manifestato dall’azienda da un mese a questa parte, non ci sia una strada già tentata dai precedenti amministratori aziendali. Non bastano gli accordi istituzionali per la domiciliazione delle pensioni agli anziani; iniziativa lodevole che non compensa la mancanza di un servizio efficiente e apprezzato e proprio per questo insostituibile che non può più aspettare di essere ripristinato”.

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