Stabilimenti balneari, professionisti versiliesi propongono protocollo di sicurezza

Il progetto è degli architetti Andrea Ricci e Federica Di Santoro, capitanati dall’ingegnere e architetto Salvatore Brunello Consorti

In questo clima di emergenza legata al Covid-19 due giovani architetti, Andrea Ricci e Federica Di Santoro, capitanati dall’ingegnere e architetto Salvatore Brunello Consorti, titolare dello Studiobruco di Viareggio, hanno formulato una proposta di protocollo di sicurezza per gli stabilimenti balneari.

Al momento la ricerca di strategie e metodi sicuri per poter vivere la spiaggia è un tema importante e molto dibattuto. Manca ancora chiarezza da parte del governo e delle istituzioni sul destino dell’imminente stagione balneare e ciò crea enormi problemi a tutta l’attività turistica. Per questo, attraverso l’analisi di un caso studio, sono stati creati dei principi base, che possono essere applicati ed estesi anche ad altri stabilimenti balneari: “Il titolare dello stabilimento balneare Teresita è già un cliente della Studiobruco e abbiamo utilizzato le loro planimetrie per poter elaborare la nostra proposta – dice l’architetto Andrea Ricci –. Si tratta di linee guida per la gestione degli spazi ancora in fase di realizzazione”.

“Per esempio – continua l’architetto -, attualmente lo studio affronta una situazione reale in cui abbiamo le tende al posto degli ombrelloni, ma stiamo creando una soluzione che tenga presente queste linee guida per applicarle agli stabilimenti con gli ombrelloni e presto sarà pronta la planimetria”. Questa proposta quindi è in via di ampliamento, al momento non sono ancora uscite le regole sulle distanze da tenere in uno stabilimento balneare, la questione è ancora dibattuta e c’è ancora molta confusione. Noi abbiamo presentato delle linee guida prima dell’introduzione del protocolla di sicurezza – spiega Andrea Ricci – che a quanto ho capito, dovrebbe uscire o questa o la prossima settimana, perché le attività mirano ad aprire il primo giugno”.

Non tutte le prescrizioni possono essere applicate alle diverse forme delle spiagge italiane e infatti le linee presentate sono applicabili ad una realtà locale come le coste della Versilia: “Lo studio garantisce circa 10 metri quadrati di spazio ombreggiato e circa 5 metri quadrati di soleggiato a distanza di sicurezza sempre di 2 metri dalle altre tende e dalle passerelle di transito. Siamo stati più cautelativi del previsto, dato che le distanze ufficiali sono di un metro e ottanta. Con dei semplici paletti e delle semplici funi, si argina la zona ombreggiata dei vari clienti e  si delimita l’area intorno alle tende”, dice l’architetto.

“Il punto di forza del progetto è la questione organizzazione, la gestione di tutto lo stabilimento stesso, dividendolo in settori – precisa –, che sono gli stessi che troviamo in tutti gli stabilimenti. Ci sono le cabine, il bar, i servizi igienici, l’ingresso, l’uscita e la piscina. Sono stati decisi dei percorsi interni  allo scopo di evitare interferenze tra chi si reca in un’area o in un’altra, con tutta la cartellonistica da distribuire lungo i percorsi  e le direttive che il titolare può dare ai clienti e ai lavoratori per gestire al meglio la situazione di emergenza. Con tutte queste informazioni, si possono evitare costi di gestione in più che magari alcuni non possono permettersi”.

Applicando le solite prescrizioni introdotte in questo studio – conclude  l’architetto Andrea Ricci – possiamo trovare delle soluzioni adatte caso per caso, perché non tutti gli stabilimenti avranno le solite disponibilità di spazi”.

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