No al nuovo supermercato, Forte dei Marmi vince il primo round al Tar

Il Comune aveva negato a Lidl l'istanza per una superficie di 600 metri quadri

Il Comune di Forte dei Marmi vince il ricorso al Tar presentato dalla Gin srl e Lidl Italia contro il diniego dell’ente di costruire una nuova media struttura di vendita.

L’area interessata, un terreno lungo la via Provinciale al numero 107, di circa 7100 metri quadri su cui le due società erano intenzionate a costruire, previa demolizione di fabbricato, un edificio a destinazione commerciale da adibire a supermercato, avente superficie di 600 metri quadri.

Il comune di Forte dei Marmi aveva respinto l’istanza presentata dalle società nel maggio dell’anno scorso. Di qui il ricorso al Tar da parte delle stesse contro il diniego. A difendere l’ente l’avvocato Alberto Benedetti e l’avvocato del Comune, Giuliano Turri che insieme al capo di gabinetto avvocato Stefano Neri hanno individuato la linea su cui impostare la difesa.

“Siamo davvero soddisfatti di questo primo risultato – commenta lo stesso Neri – perché il Tar ha riconosciuto, superando la liberalizzazione delle licenze commerciali, l’aspetto urbanistico su cui avevamo puntato. La legge 241 del 2011 dà, in merito, agli Enti la possibilità di introdurre limitazioni a tutela dell’ambiente urbano.”

Si legge infatti nella sentenza del Tar Toscana che cita analoghi precedenti giurisprudenziali: “Ai fini dell’esercizio del potere comunale di programmazione, assumono rilevanza una serie di aspetti quali la conformazione del territorio e le attività commerciali invi insediate ed il carico umano ad esse riconducibile sia in termini di operatori preposti all’esercizio delle attività sia, soprattutto in riferimento ai potenziali fruitori dell’offerta commerciale”.

E ancora: “Pertanto in forza di tale disposizione legislativa, le prescrizioni contenute nei piani urbanistici, rispondendo per propria natura all’esigenza di assicurare un ordinato assetto del territorio, possono porre limiti agli insediamenti degli esercizi commerciali e la diversità degli interessi pubblici tutelati impedisce di attribuire in astratto prevalenza alle norme in materia commerciale rispetto al piano urbanistico.”

“In definitiva – conclude la sentenza del Tar – la motivazione dell’atto impugnato, incentrata sulla situazione edilizia delle aree limitrofe e sulla disciplina urbanistica, è sufficiente a sorreggere la validità del diniego di permesso di costruire.”

Forte dei Marmi dunque, con questa vittoria, difende ancora una volta la propria autonomia nel determinare la qualità del suo tessuto urbano, politica su cui si sono sempre fondate le scelte della pianificazione territoriale comunale, a tutela della qualità della vita cittadina e dell’offerta turistica.

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