Spiagge, decalogo degli ambientalisti per la stagione

Un vademecum e una serie di richieste alle istituzioni

Le associazioni  della Toscana – Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Wwf – invitano tutti ad adottare comportamenti virtuosi sui 600 chilometri di coste toscane (tra continentali e insulari): una risorsa fondamentale, che è compito della collettività tutelare in modo rigoroso e puntuale. Per questo, propongono dieci azioni semplici e di sicuro impatto positivo per i nostri ecosistemi costieri. Vediamole in rassegna:

“Non un metro in più di concessioni balneari a scapito delle spiagge libere. Nella preparazione delle spiagge – si legge nel decalogo -, sia fatta particolare attenzione alle situazioni di nidificazione di specie rare di avifauna dal momento che quest’anno grazie al lockdown hanno riconquistato zone loro prima interdette dalla presenza antropica. No a ingiustificabili ipotesi di sanificazione chimica delle spiagge. Limitazione drastica della pulizia meccanica delle spiagge, che arreca gravissimi danni a vegetazione e fauna e accelera i processi di erosione delle dune, e si proceda invece con campagne organizzate di pulizia manuale. Realizzazione di pulizie meccaniche nelle sole aree in concessione e limitatamente alle zone direttamente interessate da ombrelloni e sdraio e/o negli spazi immediatamente antistanti. Rimozione dei rifiuti, soprattutto plastici, con particolare cura nei primi metri dalla linea di battigia, e mantenimento integrale invece del legname spiaggiato nella restante parte dell’arenile fino al piede dunale, pratica che aiuterebbe il ripascimento delle spiagge riducendo l’erosione costiera. Ribadire l’importanza del materiale organico spiaggiato, informando i bagnanti che la pratica ludica di realizzare capanne col legno spiaggiato disturba organismi utili per l’ecosistema costiero che vivono al suo interno (larve di coleotteri, imenotteri, etc.). Nelle spiagge libere si utilizzi esclusivamente la fascia afitoica, con divieto di calpestare tutte le zone colonizzate da piante e/o da depositi di materiale naturale. Siano tutelate le zone di maggior pregio naturalistico (limitandone gli accessi, sulla base di una precisa capacità di carico), in particolare i litorali compresi in aree protette o in siti natura 2000. Per le spiagge di maggior valore naturalistico, si studino soluzioni di allontanamento degli accessi stradali, rendendone la fruizione possibile soltanto a seguito di percorsi ciclopedonali impegnativi”.

Alle istituzioni le associazioni chiedono inoltre: “redazione di linee guida regionali per una pulizia “sostenibile” delle spiagge; realizzazione di campagne periodiche di informazione/sensibilizzazione dei fruitori delle coste e dei servizi balneari; realizzazione della sentieristica attrezzata in aree costiere dunali; redazione di linee guida/norme regionali per la redazione dei piani comunali degli arenili (strumenti che dovrebbero garantire la sostenibilità ambientale dei carichi turistici); realizzazione d’interventi di riqualificazione e ricostituzione degli habitat dunali alterati; realizzazione di un coordinamento della gestione degli ambienti costieri, attraverso un Piano regionale sul modello della Conservatoria delle coste francesi; istituzione di nuovi siti natura 2000 o di nuove aree protette in aree costiere di eccezionale valore naturalistico, fino ad oggi non tutelate”.

“Le associazioni – si legge in una nota – rinnovano infine la loro disponibilità a dare il proprio contributo nel tavolo permanente di confronto con Anci, Regione Toscana e imprenditori balneari per la condivisione di un sintetico decologo sui comportamenti da tenere o evitare nella fruizione delle spiagge, da inserire nella cartellonistica e/o comunque nelle attività di comunicazione variamente connesse all’emergenza sanitaria in corso. Un’occasione di sensibilizzazione ambientale di massa dal nostro punto di vista irripetibile”.

 

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