Tappeti di segatura, la tradizione si rinnova in forma ridotta

Appuntamento in sette chiese del centro storico e sotto il colonnato esterno del Museo d’Arte Sacra.

I tappeti di segatura non si fermano davanti alla pandemia. Questo il messaggio forte che esce dalla presentazione di questa mattina (6 giugno) che ha visto partecipare il sindaco Alessandro Del Dotto e i rappresentanti dell’associazione Tappeti di Segatura di Camaiore, il presidente Massimiliano Turba, il referente per le scuole Renzo Domenici e lo storico membro Franco Benassi.

Nella notte precedente alla festività del Corpus Domini, tra il 13 e 14 giugno la tradizione si rinnoverà pur nel rispetto delle regole di contenimento del Covid-19. I gruppi realizzeranno versione ridotte dei tappeti all’interno di sette chiese del centro storico (Chiesa Collegiata – Chiesa della Stella – Chiesa del Suffragio – Chiesina di San Michele – Chiesa dell’Angelo – Chiesa dei Dolori – Chiesa di Santa Croce) e sotto il colonnato esterno del Museo d’Arte Sacra.

La lavorazione avverrà in piccoli gruppi, con i dispositivi di sicurezza e nel massimo rispetto delle norme di distanziamento. Questi spazi non saranno aperti al pubblico durante la notte, ma sarà possibile comunque seguire la lavorazione grazie a una diretta Facebook che sarà trasmessa dalla pagina istituzionale del Comune di Camaiore. Inoltre sarà organizzata una postazione di proiezione in piazza San Bernardino in cui verranno proposte clip d’archivio. Le opere dei tappetari saranno visitabili nei giorni successivi in piena sicurezza, potendo accedere agli spazi in maniera scaglionata senza quindi creare assembramenti.

“Voglio ringraziare l’associazione Tappeti di Segatura – dice il sindaco Del Dotto – per la loro tenacia e per l’atteggiamento propositivo che hanno tenuto in questa fase, un atteggiamento che lancia un messaggio di ottimismo. I tappetari sono l’emblema di un mondo culturale che non perde la capacità di portare avanti il proprio lavoro, sapendolo modellare alle norme che questo momento difficile ci impone”.

“Siamo davanti a un fatto storico – le parole del presidente Turba – perché è dal secondo conflitto mondiale che i tappeti si svolgono regolarmente nella forma che tutti conosciamo. Proprio questo ci ha spinto a non fermarci davanti alle difficoltà e a organizzare, grazie al fondamentale aiuto del priore Don Silvio Righi e della parrocchia di Santa Maria Assunta, una versione ridotta ma che comunque ci permette di dire con forza che la tradizione dei tappeti va avanti”.

Tra i gruppi che parteciperanno (circa quindici su venti hanno raccolto l’appello) mancheranno i ragazzi delle scuole, ma il referente Renzo Domenici ha assicurato che questo mondo sarà rappresentato a testimonianza del lavoro all’interno degli istituti che non si è fermato grazie alle modalità di didattica a distanza.

“Sarà un anno particolare, forse in tono minore – ha dichiarato Franco Benassi storico membro dell’associazione – perché i tappeti hanno nella propria anima una dimensione popolare e artigiana che ovviamente non può essere riproposta in modo pieno. Sarà un lavoro in forma laboratoriale che ci ricorda la necessità di dotarsi di uno spazio permanente all’interno del centro storico”.

Il sindaco Del Dotto ha annunciato che ci sono alcuni spazi attualmente al vaglio con cui è aperto il dialogo con soggetti privati. È obiettivo dell’amministrazione arrivare alla definizione di questo polo entro la fine del mandato del 2022.

La tradizione dei tappeti di segatura

La preparazione di questi “quadri” inizia normalmente molti mesi prima: dopo la scelta del soggetto si procede alla preparazione dei pannelli di compensato traforati, che serviranno da stampi per la realizzazione delle immagini. Infine, un materiale povero quale la segatura, viene unito ai colori all’anilina, disciolti in acqua, per riprodurre un’ampia gamma di sfumature cromatiche e di tonalità.

La comunità di Camaiore celebra il Corpus Domini con una processione fin dalla fine del ‘400, come attesta un documento conservato nell’Archivio storico del Comune, che risale al XV secolo; questa solennità continua ad essere citata in diverse delibere e documenti nell’arco dei secoli, testimoniando la forte adesione della popolazione e delle istituzioni. La tradizione dei tappeti inizia ad affermarsi nel corso dell’Ottocento: sembra che questa usanza sia nata con i servitori spagnoli al servizio dei Borbone. Questi domestici avevano l’abitudine di realizzare tappeti di fiori per accogliere i loro signori, che venivano a soggiornare nelle ville della Versilia. Furono proprio alcuni servitori a suggerire agli abitanti di Camaiore di addobbare le strade della città con tappeti di fiori, in occasione della processione del Corpus Domini.

A partire dagli anni Trenta del Novecento fa la sua comparsa la “pula”, che sostituisce progressivamente i fiori, fino a diventare il materiale unico con cui realizzare i tappeti. Nel corso degli anni l’iniziativa riveste un sempre maggiore interesse, alimentato anche dalla sfida tra i vari gruppi cittadini. Contemporaneamente la tecnica viene perfezionata: i tappeti, lunghi fino a 50 metri, riproducono immagini sempre più complesse, nei quali i disegni schematici e ripetitivi lasciano lo spazio a rappresentazioni con una evidente ricerca del chiaroscuro e della plasticità.

Questa tradizione si ripete ogni sabato precedente il Corpus Domini: i vari gruppi di artigiani iniziano la creazione di queste opere d´arte a cielo aperto, che sono realizzate in una sola notte, durante la quale i “tappetari” rimangono svegli e si destreggiano tra sagome di compensato intagliato, segatura e colori in una vera e propria notte bianca ante litteram. All’alba della domenica i tappeti sono pronti per essere ammirati, ma solo per poche ore, prima che vengano distrutti dalla processione dei fedeli.

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